Bidello morto sul lavoro Il preside non ha colpe

19 Novembre 2016

Archiviata la posizione di Dell’Olio e di una dirigente dell’istituto per Geometri La tragedia a marzo dell’anno scorso, il 59enne stava spostando un macchinario

AVEZZANO. Nessun colpevole per la morte del bidello Alvaro Pirolo, rimasto schiacciato il 2 marzo dello scorso anno da un macchinario durante degli spostamenti di materiale all’interno della scuola. La posizione del preside e delle altre tre persone indagate è stata infatti archiviata dal giudice per le indagini preliminari Maria Proia, su richiesta del pubblico ministero.

Il 59enne, storico bidello dell’Istituto per geometri “Leon Battista Alberti” di Avezzano, morì a causa delle ferite riportate. L’incidente sul lavoro si verificò durante lo spostamento del macchinario che la vittima, insieme a due colleghi, Enrico Del Turco e Dionisio De Angelis, stava cercando di mettere al sicuro dalla pioggia.

Una perizia tecnica disposta dalla Procura aveva già scagionato i responsabili dell’istituto indagati, il dirigente scolastico Corrado Dell’Olio, e il responsabile del settore tecnico e amministrativo della scuola, Silvia Carapellucci. Gli accertamenti del sostituto procuratore della Repubblica, Vincenzo Barbieri, avevano fatto emergere che il preside non avevano colpa su quanto accaduto, visto che la vittima era rimasta schiacciata a causa del ribaltamento della pressa. Incidente dovuto a una manovra sbagliata nello spostamento e soprattutto perché lo spazio di manovra era molto limitato. I due colleghi di Pirolo, che erano con lui al momento dell’incidente, si erano offerti di fare quello spostamento solo per mettere al riparo dalla pioggia la vecchia pressa. Secondo il pubblico ministero, l’accaduto è da inquadrare come «iniziativa esclusiva dei tre collaboratori scolastici che svolgendo un’attività estranea alla loro mansione, qualifica e competenza»; sempre per il pm non hanno rispettato «un esplicito ordine verbale del preside». Per il pm devono quindi «escludersi profili di responsabilità del preside, che non solo non aveva autorizzato le operazioni di spostamento, ma aveva dato disposizioni diverse, cioè di coprire con un telo il macchinario». Stessa motivazione per l’altra indagata. Per quanto riguarda gli altri due bidelli «deve escludersi il nesso causale tra le rispettive condotte e l’evento, dovendosi ritenere assolutamente accidentale la morte di Pirolo».

Al bidello, stimato anche per il suo legame con lo storico locale “Il Grappino”, gestito dai familiari, è stata intitolata un’ala di disegno e per lui gli studenti hanno piantato un albero nel cortile. Un modo per ricordarlo negli anni, anche alle nuove generazioni.

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