«Bidoni invece dei bagni l’ospedale è al tracollo»

Il consigliere regionale Fedele (M5S) denuncia forti criticità: «Servono i Nas» Sotto accusa la gestione del servizio sanitario no Covid. La Asl non replica
AVEZZANO. «Pazienti costretti a usare bidoni come servizi igienici». È questa la denuncia del consigliere regionale Giorgio Fedele (M5S) che si dice «pronto anche a chiamare i Nas» chiedendo «interventi immediati e risolutivi».
Continua a preoccupare la situazione in cui versa l’ospedale di Avezzano, i contagi sembrano essere fuori controllo e ormai la situazione in cui versano utenti e personale risulta altamente critica, tanto da spingere Fedele a esprimere la volontà di chiedere l’intervento dei carabinieri del nucleo antisofisticazione. «Nel reparto di Medicina», sostiene, «il personale è stato costretto a fornire ai pazienti dei bidoni per i bisogni fisiologici, perché le stanze di degenza non hanno i bagni, quindi i ricoverati in corsia dovrebbero condividere gli stessi servizi igienici ubicati in fondo al corridoio, creando un’altissima possibilità di contagio che potrebbe rendere l’intero ospedale un focolaio attivo. Una situazione da quarto mondo che mi è stata denunciata da numerosi pazienti e dalle loro famiglie, e che basterebbe da sola a rappresentare una gestione pessima del paziente sia dal punto di vista sanitario che psicologico. È incredibile che il nosocomio avezzanese sia arrivato a un simile stato di saturazione», osserva ancora, «ci vuole un intervento immediato, anche diforze preposte al controllo della salute pubblica vista l’incapacità di analisi e di azioni efficaci di Regione e direttore dell’Asl1. È chiaro che le argomentazioni relative al fattore sorpresa, utilizzate per giustificare le criticità della prima ondata, oggi non reggano più. Emerge la mancanza totale di programmazione e gestione degli spazi da parte di chi avrebbe dovuto pianificare per tempo. Che l’ospedale sia ormai sotto assedio del virus è chiaro», incalza Fedele, «quello che invece non è chiaro è come si sia arrivati a questo. È evidente che se nella prima ondata la provincia dell’Aquila è stata meno esposta ai contagi non è certo merito della buona gestione del sistema sanitario, come il direttore Roberto Testa ha più volte dichiarato pubblicamente. Infatti in questa seconda ondata, dove il virus ci ha colpito con più forza, la mancanza di visione e programmazione si è palesata in ogni suo aspetto».
Quello di Avezzano non è stato individuato dall’Asl come ospedale Covid, e avrebbe dovuto gestire tutti i servizi sanitari ordinari per il territorio. «Invece», sottolinea Fedele, «l’ospedale si trova a dover trattare quasi esclusivamente casi positivi senza però aver ricevuto dalla Asl gli atti di programmazione, come accaduto invece nell’ospedale dell’Aquila individuato da subito presidio Covid. Sono mancate le nette distinzione di percorsi “puliti e sporchi” e gli altri protocolli anti contagio che avrebbero dovuto rendere l’ospedale presidio non Covid anche nei fatti e non solo sulla carta». Sulla questione l’Asl ha preferito non rilasciare dichiarazioni. (p.g.)

