Bimba morta, dolore e rabbia «Quel parco andava chiuso»

La famiglia: sicurezza inesistente, speriamo che su questa storia non cali il silenzio
AVEZZANO. «Quel campetto andava chiuso. Dov’era la sicurezza? È stata messa a rischio l’incolumità di tanti bambini e la nostra splendida Alessia ci ha rimesso la vita. Ma l’avete visto in che condizioni erano i tronchi degli alberi? Speriamo che su questa vicenda non cali il silenzio». Davanti all’abitazione della famiglia Prendi, in via Appennini a San Pelino, frazione di Avezzano, è un viavai di lacrime, dolore e rabbia. I familiari della bimba di 11 anni sono arrivati da diverse zone d’Italia per stare vicini a papà Petrit e a mamma Eda, distrutti dal dolore, insieme con la figlia maggiore Julia, 17 anni. C’è la nonna paterna atterrata dall’Albania all’aeroporto di Fiumicino. È voluta stare accanto a suo figlio in un momento così drammatico. Tutti chiedono che vengano accertate verità e responsabilità. Perché sono ancora molti i punti da chiarire. L’incidente è accaduto mercoledì intorno alle 18. La piccola, che doveva frequentare la seconda media alla scuola Corradini, è stata travolta da un’altalena.
L’INCHIESTA VA AVANTI
La Procura di Avezzano ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’accusa di omicidio colposo il vicesindaco facente funzioni di sindaco, Domenico Di Berardino, il dirigente tecnico comunale, referente dei Lavori pubblici, l’architetto Antonio Ferretti, e il parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di San Pelino, don Antonio Allegritti. Il pm Maurizio Maria Cerrato, che giovedì ha coordinato un vertice in Procura con gli investigatori, ha conferito ieri l’incarico medico legale affidandolo all’anatomopatologo Cristian D’Ovidio che nel pomeriggio ha eseguito un esame esterno sul corpo della vittima confermando la morte dovuta al violento trauma subito. È stata quindi confermato che il tragico incidente avvenuto nell’oratorio parrocchiale di San Pelino, e più precisamente nel parco giochi adiacente, è stata causato dalla caduta della struttura di legno che ha travolto la bimba. A sostenere questi giochi c’erano due tronchi di pino, tagliati a circa due metri di altezza, su cui era stata fissata una trave in legno. Secondo le prime informazioni raccolte dai militari dell’Arma, a cedere sarebbero stati i due alberi tronchi che con il loro peso, assieme a quello della trave, hanno travolto la 12enne. La magistratura ha messo la salma a disposizione dei familiari per i funerali che si terranno oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale, proprio a pochi metri dal luogo della tragedia.
COMUNITà SOTTO CHOC
Nel registro degli indagati, come detto, è finito anche il parroco della frazione, don Antonio, che al momento della tragedia si trovava in Albania per una visita pastorale e che è tornato con il primo volo appena messo a conoscenza dell’incidente. «È distrutto dal dolore», dicono i suoi fedeli, «lui ha battezzato Alessia e le ha dato la prima comunione». Da ieri si è affidato a un legale romano tramite la curia vescovile.
«COMUNE ESTRANEO»
In una nota, l’amministrazione ribadisce l’estraneità del Comune a quanto accaduto. Il parco giochi dell’ex scuola materna della frazione avezzanese sarebbe di proprietà della parrocchia. L’amministrazione si dichiara «profondamente colpita dalla tragedia di San Pelino, dramma immane che ha lasciato un forte segno di lutto e di intimo sconforto in tutta la comunità» e manifesta «vicinanza alla famiglia della piccola, distrutta dalla più grande perdita per un genitore». Inoltre, l’amministrazione dichiara «la più totale fiducia nel lavoro della magistratura». Se però da un lato l’amministrazione sottolinea «la completa estraneità dell’Ente al drammatico evento, in quanto non proprietaria, né gestore, né competente per l’area interessata dal sinistro», dall’altro ritiene «inopportuno fornire ogni ulteriore approfondimento tecnico-giuridico per i quali ci sono tempi e sedi diversi». E allo stesso tempo dichiara «fuori luogo e fuori contesto ogni precisazione» che alimenterebbe «solo confusione», poiché sono «giorni di cordoglio e di solidarietà con chi è stato colpito dal dramma».
LA RICERCA DELLA VERITà
La famiglia della vittima vuole però risposte su quanto avvenuto. I genitori di Alessia, difesi dagli avvocati Herbert Simone e Chiara Tozzoli, restano chiusi nel silenzio. «Sono profondamente scossi», ha spiegato l’avvocato Simone, «e stanno affrontando questo periodo difficilissimo circondati dall’affetto di tanti familiari che sono arrivati a San Pelino». I carabinieri lavorano alacremente per fare luce sull’incidente e ricostruire nei dettagli le fasi dell’incidente per arrivare a far luce su eventuali responsabilità. Gli investigatori hanno acquisito documenti – sia in parrocchia a San Pelino che in Comune – e nel frattempo l’area resta sotto sequestro. Il procuratore Cerrato ha visionato la documentazione acquisita dai carabinieri e potrebbe decidere di far eseguire una perizia sull’altalena crollata. Da decidere se ascoltare anche i bimbi – in modalità protetta – presenti nel parco.
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