Bimba morta nel campo di calcio: inchiesta chiusa, nessun colpevole

1 Marzo 2023

L’unico indagato era il papà della piccola Sofia, fu travolta nel 2021 da una porta pesante un quintale Per il giudice quanto accaduto «non è attribuibile a negligenza, imprudenza o imperizia del genitore»

ROCCA DI BOTTE. Archiviata l’inchiesta per la morte della piccola Sofia, di soli 5 anni, travolta dalla porta del campo di calcio. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, dopo aver letto gli atti del procedimento penale a carico del padre della bambina di Acilia, indagato per il reato di omicidio colposo, e alla luce della richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero il 22 dicembre scorso.
I FATTI
Secondo il gip, dagli atti di indagine risulta che nel primo pomeriggio del giorno 19 ottobre 2021, il papà di Sofia, «Federico Piccioli, insieme a sua figlia e alla sua compagna G.L.R. si erano recati in un terreno adibito al campo da calcio di proprietà del Comune di Rocca di Botte per trascorrere insieme qualche momento di gioco e di divertimento. Giunto in prossimità di una porta da calcio, Piccioli diceva a sua figlia che le avrebbe mostrato come si eseguono le trazioni. Tuttavia, nel momento in cui si è appeso alla traversa della porta, è caduta in avanti colpendo alla testa la minore della quale, nonostante il rapido arrivo dei soccorsi, tempestivamente allertati dalla madre, non si poteva che constatare il decesso a seguito di un trauma contusivo». «Alla luce degli elementi raccolti», spiega il gip, «si deve innanzitutto affermare la sussistenza di un nesso di causalità fra la morte della bambina e la condotta tenuta dall’indagato».
L’ACCUSA
Il gip però spiega anche che «si ritengono condivisibili le valutazioni del pubblico ministero, il quale ha sottolineato che l’indagato ben poteva far affidamento sulla stabilità della porta e, più in generale, sulla apparente mancanza di pericolosità della propria condotta. Innanzitutto», spiega il gip, «il cancello del campo era aperto e la porta da calcio su cui Piccioli Federico si è appeso per eseguire la trazione si trovava in posizione verticale, circostanze che avrebbero indotto chiunque a ritenere che l’area era regolarmente frequentata e, quindi, priva di rischi evidenti per l’incolumità delle persone».
LA PORTA
Secondo il gip «la porta, in ragione della struttura in acciaio e del peso pari a oltre 100 chili, appariva all’evidenza stabile e, comunque, idonea a sopportare la lieve oscillazione causata dalla pressione esercitata da una persona dalla corporatura simile a quella dell’indagato». Infine, «il repentino spostamento della bambina dalla posizione in cui si trovava nel momento in cui il padre ha iniziato l’esecuzione della trazione a quella in cui è stata colpita dalla sbarra non era prevedibile dall’indagato che, peraltro, dato il peso e la grandezza della porta non poteva neanche impedirne la caduta, evitando in tal modo l’evento mortale». Dopo la tragedia, erano state ascoltate dai carabinieri la compagna dell’uomo e una sua amica. Questi e altri elementi hanno così consentito al giudice di «escludere, complessivamente, che il tragico accadimento sia attribuibile a negligenza, imprudenza o imperizia dell’indagato, con la conseguente archiviazione». Per questo motivo è stata disposta l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’unico indagato.
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