Bimbe nude in 900 foto, medico nei guai

Il professionista accusato di pedopornografia in un’operazione anti-sfruttamento sessuale: sequestrato il computer
AVEZZANO. Un medico marsicano è finito al centro di un’inchiesta sulla divulgazione di materiale pedopornografico. Nel corso di un blitz nella sua abitazione e nel suo studio professionale, gli agenti della polizia postale hanno scoperto e sequestrato un campionario dell’orrore composto da foto e video che ritraevano bambini o bambine. L’avviso di garanzia al medico è stato consegnato a conclusione delle indagini preliminari coordinate dal sostituto procuratore Guido Cocco. L’inchiesta è della Distrettuale antimafia e ha preso le mosse da una più ampia indagine contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. I presunti reati sono stati commessi dal medico in un arco di tempo che va dal 30 luglio 2022 al 24 agosto 2023.
I SEQUESTRI
La polizia postale ha trovato il materiale sequestrato dopo un’analisi dei dispositivi elettronici in uso al medico. Secondo le accuse, l’uomo ha scaricato da Fastweb su Google Photos, detenendoli illegalmente, tre file con contenuti di natura pedopornografica. Ovvero, come specifica il pm Cocco nel capo d’imputazione, foto di minorenni di sesso femminile di tenera età intente ad avere rapporti sessuali con adulti. Ma non è il solo materiale sequestrato. Il medico, sempre per l’accusa, ha scaricato dal web 873 contenuti multimediali di tipo immagine e 12 contenuti multimediali di tipo video, tutti che ritraggono soggetti minorenni (anche di pochi anni, come evidenzia sempre il pm Cocco) nudi o seminudi, in pose erotiche oppure nel compimento di atti sessuali, anche con maggiorenni o con altri minorenni. Al medico marsicano viene contestata l’aggravante dell’ingente quantitativo di materiale pedopornografico trovato in suo possesso. Aggravante che, in caso di condanna, può comportare un aumento della pena. L’indagato è assistito dall’avvocato Antonio Milo del Foro di Avezzano.
ALTRE INDAGINI
Dagli accertamenti compiuti dalla polizia postale, il professionista marsicano non si sarebbe reso protagonista di altri reati nel suo studio medico, nel senso che non sarebbero stati trovati video o foto di pazienti che sono stati in cura da lui in questi anni. Ma sul punto la Procura distrettuale antimafia mantiene il massimo riserbo. È invece certo che l’operazione ha valicato anche i confini nazionali. Al medico è stato sequestrato un computer.
REATI IN AUMENTO
Stando all’ultimo report del ministero dell’Interno, nel 2022 sono stati 2.622 i siti oscurati e resi irraggiungibili in Italia. Sono 1.466 le persone denunciate per aver scaricato, condiviso e scambiato foto e video di abuso sessuale di minori. Sono spesso uomini, italiani, incensurati e con un’età media inferiore ai 50 anni, i soggetti che vengono identificati come responsabili di reati legati alla pedopornografia. Sempre stando all’ultimo report, nel 2022 sono stati 149gli arresti legati ai casi di pedopornografia, 12 nei primi tre mesi del 2023. Ammontano a 430 i casi di adescamento online. È sempre più preoccupante la tendenza all’aumento dei casi di adescamento che riguardano vittime di età inferiore ai 13 anni. Dal 2020 al 2022 sono poco meno di novecento i bambini approcciati da adulti nei luoghi virtuali del gioco e della socializzazione.
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