Bimbi da Kiev ad Aielli E l’intero paese li coccola

Sono 26 i piccoli arrivati: mobilitati sindaco, parroco e anche la scuola calcio Ad Avezzano una preghiera attorno alla Campana della pace in piazza Nardelli
AIELLI. L’accoglienza riservata da Aielli ai 26 bambini dei 40 arrivati giovedì dall’Ucraina, martoriata dalla guerra, è andata oltre le aspettative sia delle mamme che li accompagnavano sia di Margherita Saracino, presidente dell’associazione “Il sogno dei bambini”, che da quando è scoppiato il conflitto fa la spola tra l’Abruzzo e la Polonia per salvare il maggior numero possibile di innocenti e accompagnarli in Abruzzo.
Aielli non ha voluto essere da meno di Cerchio, che attualmente ospita 45 bambini. L’intero paese si è mobilitato per far sentire a proprio agio i piccoli e aiutarli a superare il trauma dei bombardamenti, che li ha costretti a fuggire dal loro Paese.
«L’arrivo di questi bambini ce l’aspettavamo», esordisce il sindaco Enzo Di Natale, «nei giorni precedenti abbiamo accolto tre famiglie, per complessivi nove persone, di cui sei bambini, che abbiamo sistemato in tre moduli abitativi provvisori costruiti dopo il terremoto dell’Aquila».
«Ai nuovi arrivati, provenienti tutti da Obukhiv, un sobborgo di Kiev», prosegue il sindaco, «abbiamo assegnato una struttura, adoperata in passato per ospitare artisti, studiosi di astronomia, boy scout e dotata di tutti i comfort: docce, bagni, elettrodomestici, mobili. Comprende 10 camere arredate e può ospitare fino a quattro nuclei familiari. A cucinare provvedono le mamme. Il paese non fa mancare loro niente. A disposizione degli ospiti si sono messi anche il giovane parroco, don Luigi Incerto, che, con i soldi raccolti in passato dal Comitato feste, ha creato un fondo, a cui attingere per le necessità dei bambini; l’associazione culturale Libertaria; il Gruppo alpini e l’Associazione sportiva dilettantistica Aielli. Ai bambini si è data così la possibilità di frequentare la scuola calcio e giocare a pallone. Oltre a farli divertire», aggiunge Di Natale, «dobbiamo garantire a questi piccoli un’adeguata assistenza medico-pisicologica e l’inserimento nella scuola. Oggi (ieri per chi legge, ndc) tutti sono stati visitati dal pool di pediatri creato, insieme a quello psicologico, dall’Associazione medici di famiglia volontari per le emergenze, presieduta dal dottor Domenico Barbati. Per quanto riguarda la scuola, tre bambini delle famiglie arrivate prima vanno già all’asilo. A breve tutti i bambini potranno frequentare l’istituto onnicomprensivo, dalla materna alla media, col supporto di un mediatore linguistico. Sento il dovere di ringraziare la dirigente scolastica per la disponibilità».
Mentre papa Francesco affidava la Russia e l’Ucraina al cuore immacolato di Maria, ad Avezzano risuonava la campana della pace. Attraverso la preghiera, l’Azione cattolica, la Tavola della pace, tanti fedeli e giovani sono scesi in strada e si sono riuniti in piazza Nardelli, intorno alla campana della pace, unendosi così simbolicamente al pontefice che a San Pietro portava avanti l’affidamento di queste due nazioni alla Madonna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

