Bimbi delle scuole alla scoperta del treno storico
SULMONA. Tutti a bordo del treno storico sulla Transiberiana d’Italia. Attesa e entusiasmo per gli alunni di quarta e quinta elementare delle scuole cittadine che hanno partecipato al progetto...
SULMONA. Tutti a bordo del treno storico sulla Transiberiana d’Italia. Attesa e entusiasmo per gli alunni di quarta e quinta elementare delle scuole cittadine che hanno partecipato al progetto “Scuola ferrovia”, promosso dal Dopolavoro ferroviario, che si concluderà venerdì 29 maggio con un viaggio, Sulmona-Roccaraso, sui vagoni storici.
«L’obiettivo del progetto» afferma Franca Festa, presidente del Dopolavoro ferroviario di Sulmona «è quello di comunicare la complessità e versatilità del treno, di rilevare parallelismi evolutivi tra mezzo di trasporto e progresso scientifico e sociale sottolineando la compatibilità con l’ambiente e lo sviluppo sostenibile». Gli alunni, per una settimana, hanno partecipato a incontri, lezioni e testimonianze dedicate alla promozione del treno. In collaborazione con l’associazione culturale Sulmonacinema, inoltre, gli alunni hanno assistito alla proiezione del film “The Polar Express” di Robert Zemeckis. Il viaggio conclusivo sarà caratterizzato anche dall’inaugurazione, nella stazione di Roccaraso, di una mostra fotografica e dai laboratori didattici a cura del personale del Parco nazionale della Majella.
«Gli insegnanti hanno accettato con molto entusiasmo la collaborazione dell’Associazione dopolavoro ferroviario» conclude Festa «per far scoprire ai bambini il mondo ferroviario e generare in loro la curiosità, l’interesse e infine l’apprendimento, dando loro la possibilità di avvicinarsi a una realtà che per molti versi è totalmente sconosciuta a causa di un’assoluta mancanza d’informazioni sui principali aspetti che caratterizzano il complesso mondo ferroviario».
Per gli alunni la partecipazione al progetto ha rappresentato un’opportunità per conoscere il lavoro dei ferrovieri e il treno come mezzo di locomozione “amico dell’ambiente”.
Chiara Buccini
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