Bimbo nato morto, ecco le prime verità

L’autopsia riscontra problemi alla placenta, già senza vita all’arrivo in ospedale: la Procura acquisisce la documentazione
AVEZZANO. Un problema alla placenta ha provocato la morte del feto nel grembo della madre. Morte, arrivata al nono mese di gravidanza (38ª settimana), su cui sta compiendo accertamenti la Procura di Avezzano, dopo la denuncia presentata dai genitori. È quanto accertato, per ora, dall’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
È emerso, inoltre, che il feto era già morto quanto è arrivato nel reparto dell’ospedale di Avezzano. Tesi quest’ultima sostenuta fin dall’inizio dai medici della struttura sanitaria marsicana. L’esame è durato circa tre ore. D’Ovidio avrà tre mesi di tempo per esaminare tutta la documentazione medica – in possesso della giovane madre – per arrivare a delle conclusioni ed escludere eventuali responsabilità di terzi. Da accertare, dunque, se la donna sia stata sottoposta a regolari controlli e se questi abbiano mai evidenziato delle problematiche.
L’inchiesta è coordinata dal procuratore Maurizio Maria Cerrato. A farla scattare è stata la denuncia in Procura presentata dai genitori, una coppia di nazionalità marocchina residente a Celano. I due sono assistiti dall’avvocato Domenicantonio Angeloni.
Il piccolo sarebbe dovuto venire al mondo con un parto spontaneo e, stando al racconto della donna, tutto proseguiva regolarmente.
Una settimana prima del decesso, sempre in base a quanto riferito dalla donna, si era presentata in ospedale per eseguire la cosiddetta pre ospedalizzazione che di norma avviene intorno alla 38esima settimana di gestazione. Esami di routine che consistono in analisi del sangue, ecografia e monitoraggio del battito fetale (il cosiddetto tracciato), nel corso dei quali non sarebbero emerse anomalie. Poi qualche giorno fa la futura mamma si è presentata in un consultorio della Marsica per ottenere un certificato che attestasse la gravidanza. Prima di rilasciare il documento il personale in servizio ha effettuato un’ecografia. È nel corso di questo esame che il medico di turno si è allarmato riferendo alla gestante di non sentire il battito del bimbo e consigliandole, contestualmente, di recarsi immediatamente in ospedale. In reparto è stata accertata la diagnosi di morte fetale.
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