Bimbo trascinato via da scuola, s’indaga

1 Settembre 2019

L’episodio il 12 aprile, 20 genitori dei compagni di classe chiedono aiuto a Tribunale per minorenni e Garante dell’infanzia

AVEZZANO. Un bambino di 8 anni, conteso dai genitori separati, è stato prelevato dagli zii all’uscita della scuola, contro la sua volontà, tra grida, urla e pianti. Il tutto davanti agli occhi allibiti di compagni, insegnanti e genitori. Una scena molto dura, tanto da aver segnato chi vi ha assistito. Una scena che ha spinto un gruppo di genitori a inviare una richiesta al presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e al Garante per l’infanzia, Filomena Albano, chiedendo di fare piena luce sul caso. Un appello accorato, inoltre, in cui si chiede di riportare il bambino ad Avezzano, dalla madre e nella sua scuola, con i suoi compagni.
CHE COS’È ACCADUTO. Tutto ebbe inizio qualche anno fa quando al padre del bambino venne tolta la patria potestà. Da allora il bambino ha vissuto con la madre, ad Avezzano, fin quando l’uomo, residente lontano dall’Abruzzo, non ha chiesto una nuova perizia per poter riottenere la responsabilità genitoriale. In seguito a questo ulteriore accertamento, però, il giudice del Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso un provvedimento provvisorio in cui toglie la responsabilità anche alla madre e affida il bambino agli zii paterni (anche loro vivono in un’altra regione, vicino al padre del piccolo) in attesa di perizie. Il 12 aprile scorso, stando alla denuncia del gruppo di genitori, il bambino, che frequenta la terza elementare in un istituto cittadino, è stato prelevato. Del caso del piccolo, in passato, si erano occupati anche i servizi sociali.
LA MOBILITAZIONE. È nata su iniziativa delle famiglie degli altri bambini che frequentano la scuola. I firmatari della denuncia si dicono «preoccupati per la terribile situazione che sta vivendo il bambino» e «sconvolti dai modi brutali, violenti e aggressivi con i quali il piccolo è stato prelevato dagli zii paterni all’uscita di scuola».
LA LETTERA. Secondo la lettera sottoscritta da 20 genitori e inviata al Tribunale per i minorenni, «per oltre un’ora il bambino ha cercato di resistere agli zii che lo hanno infine scaraventato dentro la macchina». Il tutto è avvenuto alla presenza degli insegnanti, del preside, delle assistenti sociali, degli altri genitori e, soprattutto, alla presenza di molti bambini, sempre stando a quanto emerge dall’esposto. «Gli altri alunni», si legge ancora nella lettera inviata al giudice e al garante, «sono stati vittime di violenza assistita. Si può solo immaginare lo stato d’animo dei compagni del bambino che sono molto preoccupati per il loro caro amico e desiderano tanto rivederlo». Le relazioni per valutare l’idoneità della madre sono attese entro ottobre, a lezioni scolastiche iniziate. Da qui i nuovi timori dei genitori. «A lei presidente del Tribunale per i minorenni chiediamo: come si può distruggere così, a 8 anni, la vita di un bambino?».
«BIMBO SOLARE». Gli altri genitori, che dicono di conoscere bene il bambino, dato che ha frequentato due anni di scuola materna e tre di scuola elementare, sempre ad Avezzano, lo descrivono come «un bambino sereno, tranquillo, educato, ordinato, dolce, di compagnia, solare e allegro». «Siamo profondamente in ansia per lui», sottolineano, «siamo rimasti tutti sgomenti e molto arrabbiati da tanta brutalità perché non è questo il modo di proteggere i bambini».
LA RICHIESTA. I genitori fanno appello affinché il bambino venga presto riaffidato alla madre e chiedono di accorciare i tempi burocratici per le perizie sulla donna. «Questo aberrante allontanamento», è quanto riportato ancora nell’esposto al Tribunale per i minorenni e al Garante per l’infanzia, «determina sicuramente nel bambino disorientamento e paura, facendogli perdere tutte le sue certezze e le sue sicurezze che fino a quel momento hanno costituito il suo mondo. Lo sradicamento dal contesto sociale, scolastico, ludico, dalle sue abitudini, dalla sua quotidianità rappresenta un trauma con inevitabili ripercussioni sul suo sviluppo psicologico e relazionale».
IL GARANTE. Sulla vicenda, a seguito della segnalazione inviata alla fine di maggio, il dirigente coordinatore dell’ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Cristiana Corinaldesi, ha inoltrato a sua volta il documento dei genitori di Avezzano al Tribunale per i minorenni e alla procura del Tribunale per i minorenni dell’Aquila per fare degli approfondimenti.
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