Bimillenario ovidiano, salvi i 700mila euro

4 Dicembre 2018

Approvato un emendamento che assicura i finanziamenti necessari per celebrare il grande poeta

SULMONA. Arriva la proroga della legge per il Bimillenario ovidiano che sarebbe dovuto terminare a fine anno. Il governo gialloverde ha approvato un emendamento che sarà discusso nei prossimi giorni e che salva il fondo da 700mila euro e le celebrazioni per i duemila anni dalla morte di Ovidio, di fatto mai entrate nel vivo. Ad eccezione del convegno internazionale di studi, infatti, le vere celebrazioni attendevano la formazione del comitato, che ora è stato costituito dal governo. Canta vittoria la senatrice sulmonese M5S Gabriella Di Girolamo, che sottolinea quanto fatto dal suo governo.
«Abbiamo assunto l’onere di fare tutto ciò che i rappresentanti del territorio avevano omesso di fare a seguito dell’approvazione della legge di istituzione dell’anno ovidiano, ovvero la nomina del Comitato promotore, un passo fondamentale per l’avvio delle celebrazioni e che, per inerzia della vecchia politica, non sono mai avvenute prima del nostro interessamento», incalza. «La proroga è per noi un atto dovuto, pena la perdita dei fondi precedentemente stanziati e che si lega imprescindibilmente alla nascita del Comitato promotore, formalizzata proprio negli ultimi giorni. La stessa deputata Stefania Pezzopane dovrebbe ringraziarci per il lavoro che celermente abbiamo posto in essere in questi pochi mesi, lo stesso lavoro che lei stessa ha dimenticato di portare avanti nonostante fosse il suo partito, il Pd, ad avere potere decisionale nella scorsa legislatura».
Pronta la replica di Pezzopane. «Era ora», commenta, «in corner, all’ultimo provvedimento utile, il governo emenda se stesso e proroga gli effetti della legge approvata nella scorsa legislatura e che stanzia 700mila euro per le celebrazioni del Bimillenario. Avevamo suggerito la strada dell’emendamento oltre 3 mesi fa nell’incontro organizzato dalla Dmc a Sulmona. Non solo, avevo presentato un emendamento identico a quello ora presentato dal governo nel decreto Milleproroghe, ma purtroppo era stato prima accantonato e poi purtroppo bocciato. Ora, finalmente, il governo fa marcia indietro e ci dà ragione su tutti i fronti. Hanno solo perso 6 mesi». Al di là del rimpallo di responsabilità, e dei meriti, la proroga dovrà servire ora a recuperare il ritardo accumulato e a organizzare un calendario di eventi di rilievo. (f.p.)
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