Binari metro trappola, cade una ciclista

La donna ricoverata in osservazione. La protesta del marito: «Via subito quelle rotaie, ci sono stati troppi incidenti»
L’AQUILA. Cade con la nuova bicicletta a pedalata assistita (che aveva acquistato con il contributo del Comune), a causa delle rotaie della metro che il Comune stesso non rimuove.
Ora la ciclista, F.P., si trova in ospedale in osservazione dopo esservi stata trasportata dal 118. Gli incidenti a carico di ciclisti e motociclisti a causa della viabilità sconnessa sono provocati, perlopiù, da tre motivi: i binari della metro (mai entrata in funzione), le buche e, di inverno, il ghiaccio.
La ciclista aquilana, F.P., è finita in ospedale dopo che una ruota della bicicletta è rimasta incastrata nelle rotaie della tramvia a Pettino. La donna è stata portata dal 118 in ospedale, dove è ricoverata per accertamenti. «Abitando a Pettino», dice il marito della donna ferita, «so per certo che questo non è il primo incidente causato dalle rotaie e voglio segnalare che con l’incentivo comunale e statale molte persone, tra cui mia moglie, hanno acquistato le electric-bike. Sarebbe il caso che il Comune prendesse provvedimenti immediati per rimuovere possibili futuri incidenti». La rimozione di queste rotaie, a 11 anni dal sisma, resta una chimera. Solo annunci da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni, ma quei binari stanno ancora lì. Ora l’infortunata potrebbe chiedere i danni al Comune. Come lo hanno fatto altri aquilani. Infatti in Comune è pervenuta la citazione per danni da parte di Massimo Liofredi, il quale avanza il suo diritto a essere risarcito per un incidente per una buca in via Strinella avvenuto il 17 marzo dello scorso anno. Stesso discorso per un incidente avvenuto il 23 agosto 2015, sempre a causa di una buca che si trovava in via della Polveriera. La citazione per danni è stata fatta da Dante Fogliaroni. Il Comune non vuole pagare e ha mobilitato l’Ufficio legale per opporsi nel giudizio civile. Altre richieste sono in arrivo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

