Biondi: «Abbiamo scelto di non far vincere la paura»

22 Agosto 2020

Nessun dubbio sul no all’ipotesi della cancellazione totale dell’edizione 2020: «Il virus si sconfigge rispettando le regole e gli aquilani lo hanno dimostrato»

L’AQUILA. Sono state giornate “convulse”, per il sindaco Pierluigi Biondi, quelle che hanno portato a far quadrare il cerchio su questa edizione della Perdonanza celestiniana. Ma Biondi, ritenendo che «la paura si sconfigge con la consapevolezza», ha voluto dare un segnale e guidare il coraggio della sua città.
Sindaco, non sarebbe stato più semplice, per quest’anno, pensare a una Perdonanza ridotta e senza la parte artistica?
«Certo, sarebbe stato facile. Avremmo potuto pure cancellare la manifestazione, come accaduto a Sulmona per la Giostra cavalleresca o a Siena per il Palio. Ma così avrebbe vinto la paura. Io credo, invece, che il virus si sconfigga con il rispetto delle regole e i miei cittadini lo hanno dimostrato. Siamo stati a lungo una comunità Covid free, e i recenti focolai sono tutti legati a rientri o arrivi di stranieri. Noi abbiamo addirittura anticipato alcune disposizioni nazionali, con le ordinanze del 24 febbraio sugli uffici pubblici e quella del primo giugno sull’uso obbligatorio della mascherine dalle 19 in poi. Questa è una città coraggiosa, lo è dal sisma del 2009».
Con la deroga concessa dalla Regione avete infranto il muro dei 1.000 spettatori ammessi agli eventi all’aperto.
«La deroga, per cui ringrazio il presidente Marco Marsilio, che si è fatto carico di questa necessità del capoluogo di regione, è frutto di un piano della sicurezza imponente, che siamo stati costretti a modificare più volte, ma che alla fine è stato compreso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il mio grazie va a tutti coloro, compreso il personale del Comune, che hanno seguito passo passo questa fase che non ho il timore di definire isterica, dovuta anche all’illogicità di alcuni atti governativi. Ma posso affermare con soddisfazione che L’Aquila è la prima città d’Italia in cui si infrange il muro illogico di mille spettatori».
È vero che l’Asl ha espresso un parere negativo?
«L’Asl era presente alle riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, ma non esprime pareri vincolanti. Posso però confermare che non era d’accordo sull’incremento dei 1.000 posti a sedere sul prato di Collemaggio. Alla fine, siamo arrivati a 700 in più, i numeri non sono stati stravolti ed è stato predisposto un sistema di controllo molto rigido. Il budget di circa 650mila euro è lievitato soprattutto per questi costi aggiuntivi».
La Perdonanza che parte domani onora anche il riconoscimento dell’Unesco.
«Questa è stata una spinta determinante. Abbiamo avuto una grande risonanza mediatica legata all’Unesco e siamo certi che il Giubileo aquilano farà ancora più breccia, tra le difficoltà. È stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. Anche quest’anno avremo la nostra Perdonanza, la prima sotto il segno dell’Unesco. Che sia buona per tutti». (r.s.)
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