Biondi accelera: «Candidato di FdI, ora tocca a chi è in Comune»

31 Ottobre 2026

Il sindaco frena le ipotesi “romane” di Liris e Bergamotto e rivendica la scelta in capo al suo partito. L’ipotesi di un accordo prima del tavolo nazionale. Si vuole evitare di dare vantaggi al centrosinistra

L’AQUILA. Il rischio che si vuole evitare è ripetere l’errore delle Regionali: cercare l’unanimità, lasciare scorrere i mesi e arrivare alla scelta quando il tempo politico è ormai consumato. Nel 2024 Fratelli d’Italia si fermò al 18,1% all’Aquila. Un monito sul “prezzo” dei ritardi. Si legge questo dietro le parole pronunciate da Pierluigi Biondi a Polis, su LaQtv, intervistato da Giustino Masciocco: il successore va individuato subito, senza aspettare le mosse per le prossime Politiche né l’ultimo giorno utile. Il sindaco non annuncia un nome, ma rivendica la casella: «Io credo che dei passi in avanti sono stati fatti perché dico che sarà di Fratelli d’Italia, diciamo con una buona percentuale di approssimazione alla realtà».

Pur definendo «autorevolissimi» il forzista Roberto Santangelo e i leghisti Luigi D’Eramo ed Emanuele Imprudente, ribadisce che la scelta resterà in campo a FdI. Il secondo messaggio arriva dritto al partito. «Ognuno ha scelto una strada», osserva Biondi, distinguendo chi è approdato in Parlamento o in Regione da chi è rimasto in Comune. «Tu fai il parlamentare, tu fai il sottosegretario, tu fai il consigliere regionale, tu fai l’assessore regionale, io ho fatto il vicesindaco, l’assessore, il consigliere comunale all’Aquila, adesso, se permetti, ci siamo noi». E avverte: «Se noi facciamo le porte girevoli si creano solamente problemi dentro i partiti».

Il ragionamento sembra riguardare in primis Guido Liris, senatore e Fausta Bergamotto, sottosegretario. Nessun veto esplicito, ma l’idea che chi ha scelto altri incarichi o non mostri ancora apertura alla candidatura a sindaco non debba tornare automaticamente in corsa per Palazzo Margherita. Biondi, allora, a precisa domanda sul vicesindaco Raffaele Daniele e sull’assessore Ersilia Lancia come nomi «non soltanto spendibili, ma anche vincenti». Non è però un’investitura a due: nel profilo della classe dirigente cresciuta in municipio rientra anche Livio Vittorini, presidente della commissione Bilancio, che nel 2022 preferì restare in Consiglio anziché entrare in giunta. Lo ricorda Biondi stesso. Il centrodestra, lascia intendere il sindaco, non può subordinare la scelta alle candidature parlamentari o a un voto anticipato.

Le date del ritorno alle urne sono ancora incerte, ma questo non giustifica l’attesa: un candidato indicato presto avrebbe il tempo di acquisire riconoscibilità, costruire un programma e compattare la coalizione. Coalizione che oggi comprende anche Azione, oltre a FdI, Lega, Forza Italia e alcune forze civiche. Sul “metodo”, Biondi richiama il tavolo nazionale per la scelta nei capoluoghi; resta inteso, però, che se dal territorio arrivasse l’intesa su un nome da proporre alla premier Giorgia Meloni il gioco sarebbe fatto. Intanto il centrosinistra al San Filippo ha mostrato unità ed entusiasmo. Non ha ancora un candidato, ma potrebbe bruciare sul tempo il centrodestra e aprire la campagna. La partita si gioca anche sulla rapidità, ormai.

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