Biondi: anche L’Aquila avrà il suo Covid-ospedale

Il sindaco: il San Salvatore sarà un riferimento per le emergenze, i soldi ci sono
L’AQUILA. L’Aquila diventerà un hub di riferimento per l'emergenza, a servizio delle zone interne dell'Abruzzo. I soldi ci sono, ma vanno sbloccati per far partire il progetto: 2 milioni e 100 mila euro, per il primo lotto della centrale unica del 118, e 4 milioni e 200mila euro previsti dall'accordo di programma sull'edilizia sanitaria. Numeri snocciolati dal sindaco, Pierluigi Biondi, nel consueto punto stampa on line. Biondi ha sottolineato come «quello di Pescara non sarà l'unico ospedale Covid della Regione». La rete del San Salvatore, dell'Università dell'Aquila, con la facoltà di Medicina, e dell'aeroporto di Preturo, rappresenta la base su cui implementare i servizi di emergenza.
NUOVI POSTI LETTO. «È in previsione almeno un centro Covid per ogni provincia», ha dichiarato Biondi, «nel nostro territorio è localizzato all'Aquila, con la terapia intensiva e sub intensiva all'interno del G8, per cui sono stati fatti investimenti importanti nell'ordine di 1,5-2 milioni di euro», ha ricordato il sindaco, «altri posti sono stati recuperati, sempre per medicina Covid, con la riorganizzazione di alcuni reparti del San Salvatore. Altri verranno individuati con i lavori che si stanno facendo al Delta medico, per i quali esiste un'autorizzazione in due fasi: la prima da 600 mila euro, la seconda da 1 milione di euro». Per Biondi «L'Aquila sta facendo la sua parte nell'emergenza coronavirus, ma servono altri investimenti. Ad oggi, siamo l'unica città in Abruzzo che ha tre potenzialità, tutte insieme, che altri territori non hanno: un ospedale di altissimo livello, un'Università di medicina con delle scuole di specializzazione e una struttura come l'aeroporto di Preturo, situato a poche decine di metri, in linea d'aria, dall'ospedale».
HUB DI EMERGENZA. «Per attivare l'hub di emergenza sono necessari ancora alcuni passaggi», ha ricordato Biondi, «abbiamo un finanziamento da 2 milioni e 100 mila euro per realizzare il primo lotto della Centrale unica del 118, che deve servire tutti i territori delle aree interne, oltre a una quota residua di 4 milioni e 200 mila euro, di cui il 95% a carico dello Stato, attraverso gli accordi di programma ex articolo 20 della legge 67 dell'88 sull'edilizia sanitaria, e un 5% a carico della Regione. L'accordo di programma, al momento, è congelato, in attesa del via libera definitivo del tavolo ministeriale sul riordino della rete ospedaliera, sospeso a causa dell'emergenza».
Biondi ha ribadito la necessità «di rendere disponibili subito i fondi. C'è il progetto del professor Franco Marinangeli, primario di Rianimazione del San Salvatore, per l'umanizzazione delle cure del reparto di terapia intensiva, che sta già raccogliendo importanti donazioni. Ci sono da ultimare i percorsi puliti, nell'ambito del reparto di Malattie infettive, dopo aver realizzato l'area del pre-triage e dei tamponi. Vanno attrezzati definitivamente i laboratori per la refertazione dei tamponi, non solo per la gestione dell'emergenza ma anche per il futuro: quando riapriranno le attività dovremo essere certi che tutte le maestranze che entrano all'Aquila, faccio l'esempio dei cantieri della ricostruzione, siano negative al test. Quello che si sta facendo al San Salvatore è un investimento per il futuro», ha sottolineato Biondi».
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