Biondi: azzeriamo tutto e ricominciamo

Affollato incontro per raccogliere fondi per L’Aquila Rugby Club Il sindaco: basta con le vecchie dirigenze, si riparta dai Garanti
L’AQUILA. Un auditorium che man mano si è andato affollando, fino a riempire quasi tutti i 250 posti disponibili. L’appello dei giocatori dell’Aquila Rugby Club alla città dei colori nero e verde, che corre dietro ai rimbalzi matti e imprevedibili della palla pizzuta – come la chiamano all’Aquila – per una raccolta fondi per permettere alla squadra di scendere in campo domenica, nel derby contro la Gran Sasso, non è caduto nel vuoto. Anche se non ufficialmente registrata, è nata spontaneamente l’Associazione dei rugbisti aquilani (Ara). E sciolto il nodo dei tesseramenti degli otto giocatori della Polisportiva (che era comunque già sciolto venerdì scorso), domenica con molta probabilità L’Aquila Rugby Club, che ha rinunciato alla prima domenica di campionato contro Prato Sesto al Fattori, potrebbe scendere in campo a Villa Sant’Angelo, per il derby con la Gran Sasso valido per la seconda giornata del campionato di serie A.
Ieri sera all’auditorium si sono ritrovati i giocatori, insieme ad altre 200 persone, tra appassionati, tifosi e vecchie glorie, come Fulvio Di Carlo. E al sindaco Pierluigi Biondi, al suo vice Guido Quintino Liris, all’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini.
Grande entusiasmo, spento però in parte dal Comitato dei garanti, composto da Carlo Caione, Francesco Camerini e Luciano Cicone (ha parlato Caione), e dal sindaco Biondi. Il futuro, infatti, è più nero che verde, perché la situazione «è complessa», ha detto Caione, la parte debitoria è pesante e non ci sono i bilanci degli ultimi due anni. A cominciare da Biondi, in molti hanno auspicato di tirare una linea con il passato e rinnovare tutto: «Con il Comitato dei garanti abbiamo fatto un lavoro importante di ricognizione dello stato di salute della società Rugby Club: e non è buono», ha detto il sindaco. «Non voglio spegnere gli entusiasmi, sostengo il movimento rugbistico da sempre. Ma la situazione è molto complicata: rischiamo di essere travolti da entusiasmi ed emozioni. Esistono diverse situazioni che nel rugby aquilano hanno fatto il loro tempo. Ci vuole una catarsi delle associazioni, un cambiamento». In pratica Biondi ha detto “basta” ai vari «Luigi Fabiani, Aldo Zecca, Fulvio Angelini, Fulvio Vincenzo Giuliani, Cecco Peppe, De Masi». E rivolto agli imprenditori: «C’è chi ha avuto lavori in questa città ed è poi andato via senza lasciare nulla, ma ce ne sono ancora tanti nei cantieri, anche non aquilani, che possono dare. Anche se credo che chiunque, prima di dare propri soldi, vuole vederci chiaro. E la situazione invece», sottolinea Biondi, «per ora non è per niente chiara. La mia proposta è questa: al di là della nuova associazione, che non credo possa autogestirsi, bisogna ripartire dai garanti. Se vogliono continuare, devono assumersi la responsabilità di un piano finanziario, del risanamento della società. E anche di dire ad atleti e staff a che costi si può fare questo campionato, che sarà di transizione (e senza retrocessioni). Serve questo cambio di passo. Serve farla finita con invidie e cattiverie, che questo mondo sconta». Ieri sera si è riunito il consiglio dell’Ance, aperto anche a tutti i soci. Ma il sindaco è stato facile profeta: l’Ance per ora resta sull’Aventino. «Abbiamo ribadito la volontà di dare una mano», dice il presidente provinciale, Ettore Barattelli, «ma vogliamo vederci chiaro. Aspettiamo gli eventi». Barattelli ha chiesto un nuovo incontro al sindaco, mentre oggi conferenza stampa della Polisportiva, per chiarire alcuni aspetti delle ultime vicende.
(ha collaborato
Raniero Pizzi)
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