Biondi: «Così stiamo valorizzando il messaggio della Perdonanza»

«Stiamo operando per continuare a preservare il rito tradizionale secondo le indicazioni Unesco Sulla nascita della Fondazione per gestire gli eventi stiamo valutando. La città è una meta turistica»
L’AQUILA. A poche ore dall’avvio della Perdonanza celestiniana il sindaco Pierluigi Biondi ha rilasciato al Centro l’intervista che segue.
Perdonanza anno secondo, dopo il riconoscimento Unesco. Cosa è cambiato rispetto a due anni fa?
«Abbiamo rinforzato il percorso di valorizzazione della Perdonanza. Questo ci consente di amplificare il messaggio celestiniano che ha già suscitato l’attenzione di network e testate nazionali, interessate a far comprendere l’essenza del primo giubileo della storia e gli eventi a esso collegati. Abbiamo costituito l’associazione Comitato Festa della Perdonanza che riunisce gruppi storici e movimenti indicati nel dossier Unesco. Oltre al presidente Floro Panti ne fanno parte i decani, monsignor Orlando Antonini e Massimo Alesii, e la indimenticata Giovanna Di Matteo».
Quali attività vengono promosse durante tutto l’anno per rispettare i parametri di conservazione e valorizzazione (le buone pratiche di salvaguardia) alla base del riconoscimento Unesco?
«Il Comune e l’associazione organizzano le principali componenti della Festa della Perdonanza: il Corteo, il Cammino del Perdono, i costumi delle Dame e del Giovin Signore. In stretta collaborazione, gli uffici Unesco del Mic operano per il Piano di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale secondo i dettami della normativa. L’obiettivo è pianificare e realizzare tutte le attività necessarie a preservare il rito tradizionale della Perdonanza, come inventariato dal ministero, divulgare e sensibilizzare coinvolgendo le comunità. Il Piano, come accaduto in ogni parte del mondo, ha subìto un rallentamento per la pandemia. Ma non ci siamo fermati: anche utilizzare nell’ultimo anno i proventi della Perdonanza per finanziare i progetti formativi del Conservatorio, dell’Accademia di Belle Arti e delle scuole ha permesso di rinsaldare e radicare l’appartenenza rispetto alla nostra festa di comunità. In questo quadro rientra il progetto del Museo della Perdonanza che sarà avviato dopo la 727ª edizione».
A che punto è il percorso annunciato dall’amministrazione per trasformare il Comitato Perdonanza in Fondazione?
«È un’ipotesi che stiamo valutando e su cui stiamo prendendo il giusto tempo per operare con lungimiranza e facendo molta attenzione all’efficacia e agli effetti che comporta. Il Comitato, che ringrazio, ha dimostrato di saper fare bene, coniugando impegno, competenza e trasparenza».
Quanto costerà l’edizione di quest’anno? Un soggetto giuridico ad hoc potrebbe intercettare più facilmente i finanziamenti e garantire stabilità nella programmazione degli eventi?
«Circa 800mila euro. Una parte è stanziata, in maniera stabile, dal Comune attraverso il programma ReStart cui si aggiunge il sostegno di altri partner. Nell’organizzazione di grandi eventi, in realtà, i costi che oggi incidono in maniera importante sono legati alla sicurezza e al rispetto delle misure anticontagio. La sicurezza è determinante per la riuscita di un appuntamento così attrattivo come la Perdonanza. Per questo, con Afm e Asl, su indicazione dell’unità di crisi comunale che ho istituito già a marzo 2020 per governare l’emergenza, in questi giorni di grande afflusso, abbiamo stabilito di somministrare tamponi gratuiti a chi, per diverse ragioni, non ha Green pass. Una scelta che non scoraggia il ricorso al vaccino, al momento unica arma di cui disponiamo per sconfiggere il virus, ma che consente alla comunità di vivere il Giubileo celestiniano in maniera partecipativa, senza paura e liberamente».
“L’Aquila città del Perdono” è soltanto uno slogan oppure una pratica diffusa e praticata, anche in politica?
«Papa Francesco ricorda che l’unico a non stancarsi mai di perdonare è il Signore. La politica, invece, è fatta da donne e uomini: l’importante è che la discussione rimanga circoscritta nell’alveo del confronto costruttivo, seppur duro».
I cammini e i percorsi religiosi legati alla figura di Celestino V, dal Morrone ai 23 paesi attraversati dal Fuoco, sono adeguatamente valorizzati?
«La giunta ha approvato l’adesione all’associazione Festival dei cammini, con Norcia, Ascoli Piceno e Campobasso. Un’opportunità di sviluppo di questo particolare segmento turistico, al centro di un altro progetto, quello dei cammini sulle vie del tratturo, che coinvolge 8 regioni. È un’occasione che abbiamo da sempre, e a maggior ragione da quando, sempre nel dicembre 2019, accanto alla Perdonanza, anche la Transumanza fu proclamata patrimonio immateriale culturale dell’umanità Unesco».
La città è piena di turisti. Come armonizzare questo aspetto, pur importante, col codice di condotta etico per prevenire l’impatto dei visitatori nel rispetto della pratica rituale e spirituale, come riporta la decisione Unesco?
«Il marchio Unesco non nasce per la promozione turistica di un bene o un territorio, ma ne rappresenta il valore aggiunto. In questi anni abbiamo tracciato una linea che coniuga l’insegnamento celestiniano con gli appuntamenti che accompagnano l’apertura della Porta Santa. Una scelta premiata: nel solo mese di agosto 2020 è stato registrato un aumento di oltre il 26% di presenze a fronte di un forte calo nazionale. Una tendenza che confermeremo e miglioreremo. Gli eventi in cartellone sono quasi al completo: anche questo dato ci conforta poiché sono la consacrazione dell’Aquila come meta turistica ambita, all’interno di un circuito fatto di viaggiatori alla ricerca di bellezza, arte, natura, buona tavola e cultura, per noi elemento imprescindibile di rinascita».(e.n.)
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