Biondi: «In quindicimila alle bancarelle»

Il sindaco: «Mille vetture in sosta gratis al megaparcheggio». Cioni (Confcommercio): «Ottimo traino per l’avvio dei saldi»
L’AQUILA. Bilancio positivo, seppur non esente da critiche, per la 72ª edizione della Fiera dell’Epifania, con 15mila persone circa ad affollare i 326 stand (a fronte di 358 domande) dalla rotatoria dello stadio Fattori all’inizio di corso Federico II. Una giornata, quella di domenica scorsa, accompagnata da un clima sereno e un freddo tutto sommato tollerabile, specialmente con l’aiuto di piadine, vin brulé e cioccolata calda. Entusiasta il sindaco Pierluigi Biondi all’indomani della kermesse. «Moltissimi, non solo aquilani, hanno affollato le vie del centro», ha commentato. «Un fiume di gente, con punte di 15mila persone in alcuni tratti della giornata. Buona è stata anche la risposta all’iniziativa con cui è stata garantita la sosta gratuita al megaparcheggio, che ha fatto registrare il passaggio e la sosta di circa mille vetture. Il servizio di bus navetta ha funzionato ininterrottamente».
RINGRAZIAMENTI. Il primo cittadino ha anche ringraziato l’impegno degli «organizzatori della Fiva Confcommercio, insieme alla prefettura, alla questura per tutti gli sforzi messi in campo per supportare la manifestazione. Il Comune», ha sottolineato, «ha mobilitato 20 operai e addetti al megaparcheggio, i dipendenti del Suap, 50 agenti di Polizia municipale che insieme al personale delle forze dell’ordine e ai 50 esterni del servizio sicurezza hanno garantito la tranquillità di avventori e operatori. Abbiamo garantito la copertura del servizio per più di 24 ore ininterrotte, dalle 20 del 4 gennaio alle 23 del 5».
SICUREZZA. Un servizio di sicurezza che non ha impedito una serie di furti tra la folla. Tanti i portafogli spariti. In molti casi i visitatori della fiera si sono accorti della sottrazione del denaro soltanto una volta tornati a casa. Ieri mattina, dunque, gli uffici di carabinieri e polizia hanno accolto le denunce dei derubati. «Si tratta di un grande evento pubblico», ha dichiarato Alberto Capretti, della Fiva-Confcommercio, «e come tale va considerato, con tutti gli standard di sicurezza». Ed è proprio per non trascurare queste misure che il percorso della fiera è stato ridotto sensibilmente rispetto alle edizioni storiche che coinvolgevano la Villa comunale, via Sallustio e piazza Palazzo. «Dobbiamo fare i conti con le misure antiterrorismo che prima non esistevano», ha rimarcato Capretti, «oltre che, naturalmente, con la presenza di cantieri attivi. Ci sono, in ogni caso, delle cose da rivedere in vista delle prossime edizione, in merito all’allestimento in alcuni punti sensibili a livello logistico». In tanti, ad esempio, hanno lamentato la difficoltà di passaggio nei pressi di San Bernardino. «Ricordo la qualità della merce esposta, dai capi in cachemire, oggettistica di buon artigianato, guanti e sciarpe pregiati, mobili antichi anche d’antiquariato e tanto altro», ha scritto Pietro Baldoni in una riflessione affidata ai social network. «Scendevano in fiera alcuni espositori che avevano negozi con determinate peculiarità, arrivavano da luoghi anche molto lontani. C’erano sì piatti e pentolame (e trovavi straordinari servizi di porcellana ricamata) o le già innovative scope tecnologiche ma c’era anche altro, ben altro. Oggi, invece, per gran parte, questa fiera, qualitativamente, non è poi così differente da una ripetizione più ampia del mercato quotidiano a piazza d’Armi».
SALDI. Quello che ha funzionato, comunque, è l’integrazione del circuito delle bancarelle con i negozi in centro tornati a riempire il Corso. «I saldi sono partiti bene», ha commentato Celso Cioni (Confcommercio), «anche se è impossibile tracciare ora un bilancio. E un evento come la Fiera ha funzionato come attrattiva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

