Biondi: «Nulla di strano sulla decadenza di De Simone: il Festival non c’entra»

30 Ottobre 2019

«C’è una legge regionale, la 25 del 2009, che stabilisce lo spoil system a 180 giorni dall’insediamento del consiglio regionale e la decadenza automatica, in assenza di una conferma formale da parte...

«C’è una legge regionale, la 25 del 2009, che stabilisce lo spoil system a 180 giorni dall’insediamento del consiglio regionale e la decadenza automatica, in assenza di una conferma formale da parte della giunta e del presidente della Regione. Non vedo nulla di strano nel fatto che l’ex presidente del Tsa, Annalisa De Simone, sia stata dichiarata decaduta nella prima seduta utile del consiglio di amministrazione del Teatro stabile. Anzi». Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, non ci sta a essere tirato dentro alle polemiche sull’improvvisa uscita di scena della De Simone, «che», dice Biondi, «non ha nulla a che vedere con quanto accaduto per il Festival degli incontri». «L’avvocatura del Comune e l’incaricato della Regione», ha precisato il sindaco, «hanno fatto sì che non potesse essere inficiata l’approvazione del bilancio: mi sembra una scelta nel cui merito non entro, ma è legge e le leggi vanno rispettate. È una questione tecnica, non c’è nulla di politico, così come stanno decadendo tanti altri soggetti, dai commissari delle Ater a quelli delle Aziende per il diritto allo studio». De Simone è stata messa alla porta subito dopo la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Tsa. «È una fase abbastanza naturale in cui non ha influito lo scontro sul Festival degli incontri, in quanto la decadenza è automatica», ha aggiunto Biondi spiegando anche «che non c’è stata una revoca. Quanto al Festival siamo in attesa ancora che il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, fissi una data per l’incontro: siamo d’accordo che ci sarà una proroga per l’utilizzo di questi fondi. Potremmo chiudere il decennale con un grande evento il 6 aprile 2020, o anche dopo. L’importante è che L’Aquila possa testimoniare al mondo la sua grande vivacità culturale». Le Donne Democratiche parlano del caso De Simone come di «arroganza e modalità rozza e inutilmente muscolare». (m.p.)