Biondi offre aiuti a Turchia e Siria: «Daremo sostegno e competenze»

11 Febbraio 2023

Il primo cittadino scrive alle due ambasciate: «Gli aquilani non dimenticano la solidarietà ricevuta Siamo pronti a contribuire con la nostra esperienza alla ripresa della vita che deve continuare»

L’AQUILA. La comunità aquilana sta rivivendo le strazianti scene di devastazione e morte che arrivano dalla Siria e dalla Turchia. Ed è pronta a mettere a disposizione le competenze acquisite nel terremoto del 2009, senza dimenticare il sostegno avuto da tutto il mondo, quando la macchina dei soccorsi portò nel nostro territorio la forza necessaria per rialzarsi.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha quindi scritto alle ambasciate italiane dei Paesi colpiti, offrendo aiuto concreto: «Siamo pronti ad aiutare, così come siamo stati aiutati», si legge nella missiva del sindaco, «a restituire quanto abbiamo imparato, a contribuire con la nostra esperienza alla ripresa della vita che deve continuare». Biondi ha rivolto il pensiero della comunità alle popolazioni straziate dal terremoto e a quanti, in queste ore, sono impegnati nelle operazioni di soccorso. Il cuore degli aquilani soffre nel ricordo di quanto vissuto nei giorni successivi alla tremenda scossa del 6 aprile 2009 e vuole far sentire la propria vicinanza alle popolazioni turche e siriane.
«Solidarietà, vicinanza e sostegno», sono i sentimenti espressi dal primo cittadino che ha ricordato la tragedia che ha colpito il capoluogo d’Abruzzo e altri 56 comuni del cratere il 6 aprile 2009, evidenziando l’importanza del sostegno fornito dallo Stato, dagli italiani e dai Paesi di tutto il mondo che, sottolinea il sindaco Biondi, «si strinsero intorno al nostro dramma, contribuendo fattivamente al percorso di ricostruzione. In questi anni abbiamo ospitato delegazioni straniere che cercavano nel nostro modello e nei nostri tecnici, risposte a simili vicende che, purtroppo, si ripetono – anche se con diversa veemenza – in ogni parte del globo».
Quanto imparato e messo a frutto nell’emergenza, ora può essere restituito: «Abbiamo imparato cosa voglia dire dormire all’addiaccio», ha aggiunto il sindaco nella lettera inviata alle ambasciate italiane di Siria e Turchia, «e cosa vuol dire razionalizzare acqua e alimenti, e poi a rialzarsi».
Per questa ragione, a nome dell’intera comunità locale colpita profondamente dalla tragedia che ha sconvolto le comunità turca e siriana, il sindaco Biondi ha messo a disposizione le competenze acquisite nella gestione dell’emergenza.
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