Biondi: «Pronte mille telecamere» Il Pd: «Non bastano, più controlli»

Il caso di via Fortebraccio riaccende la polemica politica sulla gestione di centro storico e periferie Il sindaco: «Siamo tra le città più sicure d’Italia». L’opposizione: «Zero interventi sociali e culturali»
L’AQUILA. «Mille telecamere sul territorio». «Non bastano: servono interventi sociali e culturali inclusivi». Botta e risposta tra il sindaco Pierluigi Biondi e il Pd sull’emergenza sicurezza rilanciata dall’omicidio di Porta Bazzano.
«città tra le più sicure»
Biondi ha lodato «la straordinaria capacità di risposta all’illegalità, grazie alla quale L’Aquila continua a mantenere un posto di primo piano nelle classifiche sulle città più sicure d’Italia. Da parte dell’amministrazione, oltre al consueto spirito collaborativo nei confronti di coloro che ogni giorno si adoperano per tutelare i cittadini, prosegue il lavoro per dotare la città di un moderno e adeguato impianto di videosorveglianza che porterà a circa 1.000 il numero delle telecamere presenti sul territorio che spesso si rivelano elementi essenziali ai fini della positiva conclusione delle indagini».
«le telecamere non bastano»
Così il Pd: «Rivolgiamo il nostro plauso, e un sentito ringraziamento, al questore Enrico De Simone, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, per aver dato un’immediata risposta alle inquietudini. Ma la cronaca degli ultimi giorni non lascia tranquilli; non solo il presunto omicidio in pieno giorno e nel cuore della città: alcuni coraggiosi residenti hanno denunciato l’occupazione di un edificio di pregio ancora diruto in via Paganica, di proprietà della Regione, utilizzato come piazza di spaccio e, come non bastasse, le autorità inquirenti hanno individuato e smantellato un bivacco di presunti spacciatori a Monteluco di Roio, una zona dove, negli ultimi tempi, si sono verificati diversi furti. Se fino a qualche mese fa i consiglieri di maggioranza chiedevano la presenza dell’esercito in strada, parlando di “camorra di basso rango” e chiedendo persino la presenza della “celere in tenuta antisommossa” per “contrastare la feccia” – usiamo le loro stesse parole – oggi il sindaco rivendica invece come L’Aquila sia una città sicura. Eravamo e siamo contro la presenza dell’esercito, e riteniamo farneticanti le prese di posizione della maggioranza; tuttavia, il primo cittadino dovrebbe prendere finalmente coscienza che L’Aquila va amministrata: non lo sta facendo, con totale noncuranza della dimensione sociale che è l’unica forma efficace di prevenzione di quelle condizioni che generano microcriminalità, violenza e insicurezza». A poco serve, per il Pd aquilano, «l’ennesimo annuncio sull’installazione di telecamere di controllo, attese da anni: la sola risposta securitaria, che pure manca, non risolverebbe il disagio e il senso di insicurezza che ne consegue. Come Pd restiamo convinti che ci sia bisogno di maggiore sinergia tra Istituzioni e forze dell’ordine, che vada potenziato il personale impiegato in questura così come il contingente di Polizia municipale, lasciato sotto organico dall’amministrazione che non ha voluto dotare il corpo di un comandante affidandosi al solito cerchio magico per esercitare un controllo politico che sta soffocando la città. Tuttavia, la risposta vera che un’amministrazione dovrebbe garantire sta nella realizzazione di interventi di carattere sociale e di inclusione, rivolti alle fasce più vulnerabili e marginali, nonché di riqualificazione socio-culturale delle aree urbane. Lo diciamo inascoltati da tempo: va recuperato lo spazio pubblico come luogo di incontro, socialità, cultura soprattutto per le giovani generazioni che, oggi, in centro storico così come nelle periferie, non hanno alternativa alla movida. L’amministrazione dovrebbe preoccuparsi dell’assenza di centri culturali, biblioteche, sale cinema, spazi aperti e gratuiti. E dovrebbe preoccuparsi di illuminare i tanti luoghi bui di questa città e curare gli spazi pubblici per renderli frequentabili».

