Biondi: «Pronti a sgomberare le case»

2 Agosto 2020

Censimento delle famiglie che vivono a ridosso dei punti critici dei roghi. Benzene nell’aria, l’Arta: tenete le finestre chiuse 

L’AQUILA. Tre giorni di fuoco, due enormi incendi che visti da lontano appaiono come un unico, terribile fronte, lungo decine di chilometri, che sta devastando le montagne che circondano la città. All’alba sono riprese le operazioni di spegnimento e contenimento dei roghi di Arischia e Cansatessa-Pettino: L’Aquila si è risvegliata sotto un cielo grigio e con l’odore acre del fumo nell’aria. E poi il rumore, incessante, dei mezzi al lavoro per tutta la giornata, le immagini della distruzione, la speranza riposta nella pioggia, arrivata ad Arischia nel pomeriggio, ma che non è stata risolutiva, le fiamme che riprendevano vigore a mano a mano che passavano le ore, il timore per le aree sensibili. Tanti gli uomini impegnati, tantissimi i cittadini che hanno offerto la loro collaborazione.
L’ORDINANZA. «Motivati dalle migliori intenzioni», secondo il sindaco Pierluigi Biondi, ma con un rischio elevato per la loro incolumità e quella dei soccorritori: per questo il primo cittadino ha coinvolto il Cai per prevenire la circolazione delle persone nei luoghi critici e ha firmato un’ordinanza «per evitare improvvisazioni che intralcerebbero l’attività di soccorso svolta dagli operatori specializzati in questo tipo di interventi».
LO SPEGNIMENTO. «La Protezione civile, supportata dal 9° Reggimento Alpini, attrezzato con mezzi speciali movimento terra, ha realizzato linee tagliafuoco per impedire alle fiamme di raggiungere le abitazioni, la situazione benché difficile, risulta per ora sotto controllo». Lo dice la Protezione civile regionale. «Sono 7 i Canadair impiegati, 5 operanti sul monte di Pettino sopra Cansatessa e 2 ad Arischia, in azione costante anche l’elicottero della Protezione civile regionale e l’elicottero Erickson con 9.000 litri di portata. Distribuiti sui due fronti operativi sono presenti: 45 volontari della Protezione civile, 38 vigili del fuoco con 10 mezzi a terra e 44 militari del 9° Alpini con 13 mezzi. Le operazioni sono state coordinate dalla sala operativa dell’Aquila. A rinforzo della flotta aerea un ulteriore elicottero Erickson ha raggiunto l’aeroporto di Preturo, dov’è stato attivato il rifornimento carburante».
L’APPELLO DI MARSILIO. «Invito tutti i cittadini che hanno notizie o hanno visto qualcosa di sospetto a comunicare, anche in forma anonima, alle forze dell’ordine qualsivoglia informazione utile all’individuazione di chi, sciaguratamente, sta mandando in fumo ettari di bosco, patrimonio di tutti»: questo l’appello lanciato dal presidente della Regione Marco Marsilio, dopo un sopralluogo a Cansatessa. «I Carabinieri Forestali», ha aggiunto, «hanno individuato la zona d’innesco dell’incendio di Monte Omo di Arischia, escludendo una causa accidentale o di autocombustione. L’incendio, a loro dire, è doloso e la concomitanza di innesco con Cansatessa lascia presagire lo stesso disegno criminale».
PRONTI ALLO SGOMBERO. «Abbiamo completato il censimento delle famiglie che risiedono a ridosso dei punti critici», ha spiegato il sindaco, «nel caso dovesse rendersi necessaria un’evacuazione. Siamo pronti a intervenire con abitazioni sostitutive». Ad Arischia è stato effettuato un massiccio intervento per contenere le fiamme e impedire che attraversassero la statale, mettendo in pericolo la frazione. Biondi ha firmato un’ordinanza con cui ha proibito a chiunque non sia direttamente incaricato dalla pubblica autorità di intervenire nell’opera di spegnimento. Con lo stesso provvedimento è fatto divieto “di introdursi o di permanere nelle aree, sia pubbliche che private, e in primo luogo su quelle di uso civico, corrispondenti alle intere estensioni dei rilievi sovrastanti i quartieri urbani di San Sisto, Pettino e Cansatessa”.
I “DISOBBEDIENTI”. Nel frattempo, una squadra di volontari ha creato, guidata dai vigili del fuoco di Terni, una linea tagliafuoco a Cansatessa. «Arrivate decine di ragazzi e ragazze», scrive William Giordano (Anpi), «nonostante le folli ordinanze che ostacolano le operazioni di volontariato e di ausilio».
L’ARTA. «La situazione dell’aria mostra criticità serie, anche se il centro della città si “salva” ancora. Il monitoraggio continua incessante». Lo dice il direttore generale dell’Arta Maurizio Dionisio, in stretto contatto col vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente. L’Agenzia per la tutela dell’ambiente ha rilevato una forte impennata delle concentrazioni di benzene nelle ore serali del 31 luglio, con un picco alle 5. «La concentrazione di inquinanti su Arischia sta scendendo», ha dichiarato Dionisio, «ma è prevedibile un rialzo a sera. Il monitoraggio della qualità dell’aria indica che i fumi dell’incendio, che hanno investito inizialmente l’abitato di Arischia, stanno progressivamente interessando anche il capoluogo. I livelli di concentrazione di benzene risultano al momento contenuti, ma è prevedibile un incremento nelle ore serali ed è consigliabile che la popolazione riduca al minimo la permanenza all’esterno e mantenga chiuse le finestre per limitare l’esposizione ai fumi».
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