Biondi rilancia il Superbonus: «Necessario per la ricostruzione»

4 Marzo 2023

Il primo cittadino: «Nel Cratere deve rimanere, senza questa opportunità si rischia la paralisi» Poi fa il punto: «In città mancano all’appello 600 pratiche di sistemazione degli edifici danneggiati»

L’AQUILA. «Le aree colpite dal sisma devono poter continuare ad usufruire del Superbonus, per non rischiare la paralisi dei processi di ricostruzione». Non usa mezzi termini il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, in un intervento televisivo insieme al primo cittadino di Amatrice Giorgio Cortellesi e a quello di Camerino Roberto Lucarelli. Lo fa mentre il dibattito sul futuro della cessione del credito per i bonus edilizi divampa in tutta Italia. «C’è un tema che dimostra l’illogicità di una legge che nasce con fini nobili, la messa in sicurezza del territorio e del costruito», ha precisato Biondi, «che, però, non ponendo né vincoli di budget, né priorità rispetto alle zone dove si poteva intervenire, ha costretto a uno stop derivante dalla necessità di rimettere ordine sulla normativa e, oggi, impedisce ai comuni che sono a più alto rischio sismico, colpiti dal terremoto, di avere diritto al cosiddetto contributo rafforzato, che consentirebbe di completare la ricostruzione privata, almeno per quanto riguarda la città dell'Aquila. Il commissario del post-sisma 2016, Guido Castelli, non ha competenze dirette sull’Aquila e sul cratere 2009, ma sta coordinando politicamente i rapporti con il governo».
Biondi ha poi fatto il punto sulla ricostruzione della città: «All'Aquila la ricostruzione privata è a buon punto», ha detto il sindaco, «sono state istruite, dal 2009 ad oggi, circa 30mila pratiche, ne mancano all’appello circa 600, la coda finale. La ricostruzione pubblica, invece, è a un livello più arretrato perché solo recentemente sono arrivate delle semplificazioni che ci hanno consentito di avere misure più veloci. Per esempio, sull’edilizia scolastica nel decreto legge sisma tutta la ricostruzione pubblica del cratere 2009 è stata equiparata, nelle procedure, alle opere pubbliche avviate con il Pnrr. Questo contiamo possa dare un ulteriore impulso».
Il sindaco ha affrontato, poi, il tema del caro materiali «che insieme ai costi energetici maggiorati», ha detto, «ha rallentato la capacità delle imprese di partecipare agli appalti delle opere pubbliche oltre al fatto che tutto il territorio sconta un’antica ed endemica carenza di personale in grado di mandare avanti tantissimi procedimenti che riguardano la ricostruzione pubblica, che va dalle chiese, alle scuole, alle piazze e ai tanti monumenti di una città che ha un centro storico tra i più ampi d’Italia e che ha oltre il 60% del patrimonio vincolato».
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