Biondi rompe il silenzio: «Il dolore va rispettato»

Il sindaco chiede chiarezza e incontra la rappresentante dei magistrati, D’Avolio E il Comune è parte nella causa civile per avere concesso l’abitabilità all’edificio
L’AQUILA. «Il dolore va rispettato». Così, a sei giorni dallo scoppio della bufera sulla sentenza choc sulla responsabilità delle vittime del terremoto dell’Aquila, ieri il sindaco Pierluigi Biondi ha rotto gli indugi e preso una posizione sulla vicenda. Lo ha fatto incontrando la pm Roberta D’Avolio, presidente dell’Associazione nazionale magistrati Abruzzo.
A darne notizia è stato lo stesso Comune dell’Aquila, in una nota: «Dolore, inquietudine e smarrimento: sono questi i sentimenti che il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha rappresentato questa mattina (ieri per chi legge, ndr) a nome della comunità aquilana a Roberta D’Avolio, magistrato, presidente della giunta esecutiva dell’Anm per l’Abruzzo, nel corso di un incontro richiesto dal primo cittadino, a seguito della sentenza del tribunale civile dell’Aquila sul crollo della palazzina di via Campo di Fossa». Poi il sindaco: «Abbiamo fiducia nel sistema costituzionale, che prevede più gradi di giudizio, e quindi ci auguriamo che sia fatta chiarezza. Sono umanamente vicino ai familiari delle vittime. È un dolore che va rispettato, così come va rispettato il loro sbigottimento».
D’Avolio, contattata dal Centro, ha invece preferito non rilasciare dichiarazioni sulla vicenda che vede coinvolta la collega giudice Monica Croci, che ha messo la firma sulla sentenza choc.
La stessa sentenza vede tra i vincitori anche il Comune dell’Aquila. L’ente era stato infatti chiamato in causa per aver rilasciato il certificato di abitabilità alla palazzina di via Campo di Fossa 6B, nonostante «le difformità tra il fabbricato realizzato e quello assentito», come si legge nella sentenza. La giudice Croci ha però salvato il Comune, che non dovrà risarcire i familiari delle vittime – almeno per questa causa – non avendo secondo lei responsabilità.
«Vanno respinte le domande attoree verso il Comune dell’Aquila, posto che il controllo a detto ente demandato dalla disciplina prevede un controllo meramente formale circa l’esistenza delle autorizzazioni di competenza del Genio civile e Prefettura», scrive la giudice nella sentenza, continuando: «Il certificato dell’avvenuto rilascio della licenza ha come presupposto il rilascio del certificato di conformità alla normativa antisismica da parte del Genio civile, sicché non si ravvisa un’omissione rilevante nel rilascio del certificato in questione». (l.t.)
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