Blitz dell’Asl nell’area De Nino-Morandi

17 Luglio 2020

La relazione conferma il degrado: «Stato d’abbandono che favorisce la presenza di topi e insetti»

SULMONA. L’Asl certifica l’abbandono, lungo sei anni, del “De Nino- Morandi” e sollecita interventi alla Provincia, che tramite il consigliere Andrea Ramunno, fa sapere di aver già pianificato da tempo una ripulitura del cortile. «Uno stato di totale degrado e abbandono per la presenza di folta vegetazione infestante e arbusti spontanei che favoriscono la proliferazione di animali indesiderati, soprattutto nei periodi caldi, come ratti e insetti», scrive l’Asl che lo scorso 13 luglio ha effettuato un sopralluogo nella sede storica della scuola in via D’Andrea, certificando lo stato di degrado e chiedendo interventi urgenti alla Provincia proprietaria dell’immobile che si è attivata per far fronte alla richiesta dell’Azienda sanitaria. Per la Asl «si ritiene necessario, al fine della tutela della pubblica igiene e salute, nonché di decoro del centro abitato, che vengano adottati i provvedimenti volti alla rimozione di erbacce e arbusti infestanti nonché alla potatura degli alberi». Nei giorni scorsi è nato il comitato di quartiere Capograssi, che ha affisso sulla recinzione della scuola un grosso striscione con su scritto: “stop a questo degrado”. Il mese scorso, invece, il comitato per la riapertura della scuola ha inviato un esposto al prefetto per rivendicare il fatto che i circa 300 studenti (divisi in 16 classi), ospitati nell’Iti di Pratola, non potranno godere delle misure del distanziamento sociale, sia a scuola che sull’autobus che ce li porta. Nel frattempo, restano in ballo le ipotesi alternative dell’utilizzo di un’ala della media Capograssi una volta completati i lavori o dell’ex convento di Sant’Antonio, l’immobile conteso l’estate scorsa che si libererà presumibilmente a fine agosto. Nei giorni scorsi il comitato ha diffidato anche la Provincia per ottenere copia del verbale dell’ultimo incontro dello scorso 17 febbraio a Palazzo San Francesco e ha scritto una missiva di sollecito a Provveditorato (soggetto attuatore dei lavori), Provincia e Comune per chiedere conto degli interventi da eseguire nella sede di via D’Andrea. L’istituto era stato il primo a essere interessato, a settembre 2011 e senza necessità di trasferire gli studenti, dai primi lavori sulle scuole sicure nel post-sisma. La spesa stanziata dalla Provincia è di 6 milioni.
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