Blundo contro il Pd aquilano: «Ha paura»

L’AQUILA. «Il Pd aquilano ha paura e lo dimostrano le dichiarazioni di Cialente e Pezzopane». A sostenerlo è la senatrice M5S Enza Blundo, a proposito delle ultime dichiarazioni sui social dei due...
L’AQUILA. «Il Pd aquilano ha paura e lo dimostrano le dichiarazioni di Cialente e Pezzopane». A sostenerlo è la senatrice M5S Enza Blundo, a proposito delle ultime dichiarazioni sui social dei due esponenti politici. «Nelle loro esternazioni sui social», aggiunge, «dimenticano di fare un quadro completo generale e non generico, di tutta la situazione infrastrutturale, ambientale e sociale del capoluogo di questa regione e del depauperamento che loro stessi hanno consentito e agevolato, delle nostre risorse ed eccellenze, a partire dall’ospedale, andando a finire poi con l’università, passando per le migliaia di persone che hanno perso e stanno perdendo il posto di lavoro, minacciate di sfratto imminente. Sappiamo bene», prosegue, «che i 19 milioni di euro concessi dal compiacente governo Renzi, non sono indirizzati a tutti i cittadini, poiché ben 16 milioni occorreranno per ripianare il debito della gestione amministrativa comunale; e in quanto all’osannare le loro gesta a favore del popolo aquilano, spesso assumono meriti altrui come nel caso dell’H3G».
«In merito alle lezioni di moralità, se qualcuno si sente offeso a causa di un mio scritto, che non voleva essere rivolto alla persona bensì al ruolo simbolico che questa rappresenta come capogruppo di un partito che non si sta prendendo cura dei cittadini e legifera a favore di lobby e caste, è mio costume riconoscere la realtà e chiedere scusa, così come ho già fatto. Viceversa per le loro ingiurie e calunnie», prosegue Enza Blundo, «non ho mai letto o sentito da nessuna parte cenni di scuse nei miei confronti. Ci devono ancora spiegare quale moralità vi possa essere nel consentire al vicepresidente del consiglio comunale Carlo Benedetti (presidente, ndr) di poter continuare a rappresentare come avvocato, chi fa causa alla amministrazione locale allorquando il Comune invece “dimentica” di difendere gli interessi pubblici, nella causa per i versamenti dei contributi allo stesso Benedetti, che non ha mai interrotto la precedente attività di avvocato, così come avrebbe invece dovuto fare, poiché divenuto rappresentante istituzionale».
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