Boccato: «Impianti sportivi insufficienti»

Miopia politica e carenze di fondi, l’esponente locale del Coni lancia l’allarme: «Futuro troppo incerto»
AVEZZANO. «Se gli impianti sportivi della Marsica risultano insufficienti o accusano il peso degli anni, la colpa è quasi sempre della classe politica che si ostina a compiere scelte che molte volte rasentano l’assurdo». L’accusa è del delegato del Coni, Rodolfo Boccato, da 35 anni al servizio del massimo ente sportivo nazionale, all’interno del quale ha raccolto il testimone da Rolando Appolloni, a sua volta nominato dall’ex presidente nazionale Mario Pescante.
Un problema, quello che riguarda gli impianti sportivi, che un tempo poteva contare sull’aiuto di un Comitato olimpico che traeva linfa vitale dagli introiti che scaturivano dalla schedina del Totocalcio. Ma l’avvento del Superenalotto e successivamente il decreto dell’allora ministro Giovanna Melandri (31 luglio 2008) hanno ridotto in maniera drastica gli incassi, ai quali poteva attingere l’Ente, e di conseguenza sono quasi del tutto sparite quelle sovvenzioni che consentivano sia ai Comuni che alle stesse società sportive di poter usufruire di denaro per le loro attività. E la Marsica è carente, oggi in particolare anche nelle scelte.
Un esempio? Boccato non ha dubbi: «Prendiamo il progetto del Comune di Avezzano che riguarda la costruzione di un campo di calcio in sintetico da realizzare ad Antrosano. Con quale criterio si può scegliere una località ai piedi del Velino, dove la sera si raggiungono temperature abbondantemente sotto lo zero per diversi mesi all’anno? Perché non si è optato per lo stadio dei Marsi o a esempio per Paterno o San Pelino? Sono sicuro», prosegue Boccato, «che se i funzionari del Comune di Avezzano avessero interpellato il Coni avrebbero fatto una scelta diversa e comunque in linea con le esigenze di questa popolazione». Per tutte le società sportive, andare avanti nell’attività è sempre più difficile e Boccato non può che confermare: «Mentre una volta tutti facevano riferimento al Coni e dal Coni ricevevano consigli e aiuti economici, oggi ogni società deve autogestirsi con le risorse che riesce a reperire sul territorio, ma sempre con la prospettiva di un futuro incerto e tra mille problemi. Quattro anni fa», conclude, «l’amministrazione Di Pangrazio prese in considerazione l’idea di una Cittadella dello sport che prevedeva tra l’altro anche il rifacimento dello stadio dei Pini, ma non se ne è fatto più nulla, perché quando si parla di sport i Comuni non sono ben disposti a prendere impegni».
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