Bollette arretrate, ora si teme la stangata

14 Settembre 2018

L’allarme di De Santis: il Comune non provvede a mandare le fatture dei consumi da due anni e non recupera gli affitti

L’AQUILA. «Al Progetto Case e ai Map la morosità è alle stelle. Con l’autunno arriveranno bollette salatissime».
L’allarme viene lanciato dal consigliere e capogruppo comunale di Cambiare Insieme-Idv, Lelio De Santis. Che non fa “procurato allarme”, ma mette in guardia sia l’amministrazione comunale, sia gli assegnatari degli alloggi antisismici, che si arriverà a un punto di non-ritorno per le bollette dei consumi (gas e riscaldamento) e i canoni di affitto.
In realtà, gli arretrati sono tantissimi. Al Progetto Case e Map non arrivano bollette da oltre due anni, per quanto riguarda le due voci suddette. E anche chi ha lasciato gli alloggi antisismici da quasi un anno, si vedrà poi arrivare bollette altissime. Ma De Santis va oltre. E lancia anche l’allarme manutenzione: il Comune incassa 40mila euro l’anno, a fronte di una spesa di 3 milioni di euro.
Ma andiamo per ordine.
«Nel silenzio generale, il Progetto Case e Map continuano a produrre debiti ingenti a carico del Comune e, quindi, della collettività aquilana», sostiene il capogruppo Idv. «Le mie precedenti e numerose sollecitazioni sui ritardi e sulle omissioni nella riscossione dei canoni e delle utenze, sono rimaste inascoltate e, forse, produrranno solo a breve una delibera di giunta per avviare la riscossione delle utenze, ferme al febbraio 2017. È evidente», sottolinea De Santis, «che questo ritardo nel calcolo del consumo del gas comporterà l’emissione di megabollette di migliaia di euro che, anche se rateizzate, gli inquilini avranno grosse difficoltà a pagare. Avverrà esattamente quello che si verificò con la precedente giunta comunale, che tardò nell’operazione di emissione delle bollette fino al 2012 e poi furono emesse fatture pesanti per i consumi di gas e per i canoni di affitto, creando serie difficoltà per i pagamenti, nonostante la rateizzazione. Ma ancora più serio è il problema dell’irrisolta questione della transazione con Banca Sistema, nonostante le dichiarazioni dell’assessore al Bilancio, che aveva annunciato mesi orsono una sua rimodulazione. Ad oggi l’amministrazione comunale è totalmente inadempiente rispetto all’intesa sottoscritta e ha pagato con fondi di bilancio solo 20 delle 32 rate di importo di 273mila euro, l’ultima delle quali risale ad aprile 2018. «È altrettanto preoccupante», sostiene De Santis, «la situazione finanziaria nei confronti del soggetto gestore della fornitura dell’energia e della manutenzione, la società Antas, che riscuote un canone di circa 3 milioni l’anno, senza che ci sia l’adeguata copertura dei costi, considerato che il Comune sta incassando dalla riscossione una media mensile di circa 40mila euro. La riscossione delle utenze è lasciata alla libera volontà degli inquilini e, anche in presenza di acclarate e ingiustificate morosità, l’Avvocatura comunale non procede con azioni di recupero conseguenti e ferme, fino alla revoca dell’alloggio, con la convinzione, da parte di tanti “furbetti”, che non pagare non crea problemi. Continuano a corrispondere quanto dovuto solo gli onesti e le persone perbene».
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