Bollette piano Case, c’è una nuova diffida

31 Gennaio 2015

Comitato dice no al pagamento dei consumi energetici in base ai metri quadrati degli alloggi

L’AQUILA. Una diffida, firmata dall’avvocato Fausto Corti, e inviata al Comune. Potrebbe essere il primo passo, di una vera e propria battaglia legale che i residenti del progetto Case intendono avviare nei confronti dell’amministrazione comunale. Sotto accusa, la gestione dei complessi immobiliari sorti dopo il sisma. E in particolare, il contestato emendamento al decreto Sblocca Italia, con cui è stato introdotto il pagamento dei consumi in base ai metri quadrati degli alloggi. Intanto, l’avvocato Corti chiede che venga sospesa la richiesta di rimborso della parte dei consumi già effettuati, ma determinati dall’inadeguato isolamento termico delle abitazioni o dalla mancata manutenzione dei pannelli solari. «Nonostante le numerose istanze finalizzate alla corretta quantificazione dei consumi individuali, indispensabile per porre gli occupanti dei complessi antisismici nella condizione di pagare il giusto» afferma Andreina Pellegrini, portavoce del comitato “Domiciliati progetto Case” «il Comune ha ritenuto opportuno non rivedere e ricalcolare le bollette contestate. Il sindaco, nel tentativo di distogliere l’attenzione dalla sua pessima amministrazione, ha sempre cercato di far passare il messaggio che chi risiede negli alloggi provvisori, non vuol pagare. Ciò è falso. Tutti vogliono pagare i propri consumi e fino all’entrata in vigore della legge 164/2015, gli addebiti dovranno essere fatti sulla base dei reali consumi dei singoli nuclei. I cittadini hanno versato acconti in attesa delle corrette fatturazioni mai arrivate. Mai nelle bollette è stato specificato quanto fosse riferito al riscaldamento, all’acqua calda sanitaria, alla luce scale e all’ascensore. Trovandoci nella condizione di non poter corrispondere il giusto, abbandoniamo ogni dialogo con l’amministrazione». I residenti vogliono ricorrere alla magistratura: «Faremo valere le nostre ragioni in ogni sede preposta» annuncia Pellegrini «e sarà difficile che un giudice possa dire che siano giusti i “folkloristici” conteggi del Comune. Il nostro è il secondo atto dopo il ricorso del Comitato di Assergi, la cui udienza è fissata per il 2 febbraio. I vari comitati si sono uniti per portare avanti tutte le azioni del caso e ci rivolgeremo anche alla Consulta. Il sindaco ha contato sul silenzio di persone per lo più intimorite perché anziane, semplici e nell’impossibilità di affrontare spese legali. Tutto è stato sopportato e subìto sotto la mannaia del possibile sfratto. Oggi diciamo basta». Romana Scopano