Bollette raddoppiate e pandemia: grido d’allarme dei commercianti

Una ristoratrice abbassa la saracinesca dopo un avviso di 5.300 euro: «Altrimenti finisco sul lastrico» Aumenti anche per bar e parrucchieri: «Ma per il momento non aumentiamo i prezzi alla clientela»
L’AQUILA. «Ho deciso di chiudere per non fallire». È il grido d’allarme di Ambra Bernardini titolare del ristorante Le Fiaccole aperto nel 1992 nel centro storico dell’Aquila e riaperto dopo il sisma nel febbraio del 2017 a Fossa.
RISTORANTI IN CRISI
«Ho deciso di fare un lockdown volontario dopo una bolletta della luce di 5.300 euro per i consumi del mese di dicembre», spiega la ristoratrice, «il doppio dei 2.300 euro circa che pagavo nello stesso periodo degli anni precedenti. Ora ho chiesto al gestore la rateizzazione dell’importo e per il momento ho deciso di chiudere l’attività per ridurre al minimo le spese visto che i clienti sono pochi e riceviamo continuamente disdette tra i tanti positivi, i tanti in quarantena e il terrorismo psicologico legato alla paura di infettarsi», sottolinea l’imprenditrice aquilana, «a Capodanno avevo 150 prenotazioni, ma alla fine sono riuscite a venire solo 50 persone. Tante volte poi ho dovuto mandare via clienti perché senza Green pass anche se il locale era vuoto. E tutto questo è stato molto spiacevole. Chiudere la mia attività è stata una decisione sofferta per me e per i miei dipendenti e le loro famiglie. E mentre noi stiamo morendo i parlamentari italiani giocano ad eleggere il presidente della Repubblica con un Dpcmancora da firmare in cui sono contenute le proroghe per la cassa integrazione dei dipendenti di aziende in difficoltà a causa della pandemia. Sono una persona tenace, ma in questo caso ho dovuto gettare la spugna come tanti colleghi. Anche i mutui che erano stati bloccati sono ripartiti. Naturalmente i rincari di luce e gas», conclude la ristoratrice, «non hanno colpito solo noi imprenditori, anche le famiglie stanno facendo i conti con il caro bollette per cui se prima andavano a cena fuori tutte le settimane ora magari lo fanno una volta al mese per risparmiare».
BARISTI IN DIFFICOLTà
«È arrivata una bolletta della luce da 648 euro a fronte dei 350 circa che pagavo nello stesso periodo degli anni precedenti». Costi dell’energia raddoppiati dunque anche per Gianluca Ruzza titolare del bar Oronerocafè di via Beato Cesidio. «Oltre al raddoppio dei costi per le utenze il vero problema è rappresentato dal fatto che con la pandemia si sta lavorando poco tra contagi e paura del virus in un mese non molto fortunato per il commercio come quello di gennaio. Per il momento ho deciso non aumentare il prezzo del caffè, del cappuccino o del cornetto perché penso che le famiglie siano nelle stesse condizioni e abbiano ricevuto anche loro lo stesso salasso su luce e gas».
NON VA MEGLIO AI PARRUCCHIERI
Dello stesso avviso anche Christian D’Antonio titolare di un salone da parrucchiere su via Colombo Andreassi che tra phon, piastra, arricciacapelli e acqua calda ha ricevuto una bolletta del gas per i consumi di dicembre quasi raddoppiata. «Quella della luce non è ancora arrivata, ma mi aspetto una cifra alta vista che nel locale siamo in sei a lavorare con i phon accesi da mattina a sera», spiega l’acconciatore, «al momento non penso di aumentare i prezzi per la clientela, stiamo sicuramente lavorando di meno per il Covid, ma stringo i denti in attesa di tempi migliori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

