Bolli e quelle auto sotto le macerie: ecco il chiarimento della Regione

Si fa riferimento a una specifica convenzione datata 18 novembre 2009 tra la Protezione civile e l’Aci «Si poteva chiedere l’inserimento in un elenco e fare un’autodichiarazione per la rottamazione»
L’AQUILA. Per evitare di pagare i bolli auto del 2009 e 2010, i cittadini che avevano perso la propria automobile sotto le macerie avrebbero dovuto chiedere l’inserimento del veicolo in un apposito elenco dell’Automobile club dell’Aquila per provvedere alla demolizione. Lo ha specificato la Regione Abruzzo in merito al disegno di legge presentato la scorsa settimana sulla risoluzione del caso dei bolli richiesti ai cittadini terremotati. Provvedimento, atteso all’approvazione da parte del consiglio regionale, che non fa alcun cenno ai contribuenti rimasti senza auto nella notte del 6 aprile e per i quali il consiglio comunale dell’Aquila aveva chiesto lo stralcio delle cartelle esattoriali.
i chiarimenti della regione
A fugare ogni dubbio è arrivata una nota di Palazzo Silone in riferimento ai veicoli distrutti dal sisma. «Giova ricordare», scrive la Regione, «che sono state poste in essere le necessarie procedure per la restituzione di tutti gli autoveicoli immobilizzati nelle zone interessate dal sisma del 6 aprile ai legittimi proprietari o per la loro demolizione su consenso dei proprietari stessi». L’ente fa riferimento alla convenzione tra Protezione civile e Automobile club dell’Aquila del 18 novembre 2009, che attribuiva all’Aci «il compito di contattare il proprietario dell’autoveicolo per informarlo sull’ubicazione del mezzo ed eventualmente per acquisire l’autorizzazione alla sua demolizione». Il censimento si concluse con la pubblicazione di un elenco sul sito dell’Aci. Il 22 dicembre 2009, inoltre, fu emanata un’ordinanza dal governo la quale autorizzava il commissario per la ricostruzione a stipulare un’apposita convenzione con l’Aci «per la rimozione e lo smaltimento dei veicoli distrutti» dal terremoto, «oltre che alla necessaria radiazione degli stessi dai pubblici registri».
«Nell’ambito di tale convenzione», spiega ancora la Regione, «era previsto che tutti i contribuenti proprietari di veicoli distrutti dal sisma che non risultavano censiti dall’Automobile Club dell’Aquila, potevano chiederne l’inserimento nell’apposito elenco e con un’autodichiarazione dare il via alla rottamazione o al rientro in possesso del proprio autoveicolo immobilizzato, fino alla data del 23 gennaio 2010».
la richiesta
Secondo la Regione, dunque, chi non ha iscritto il proprio veicolo danneggiato o distrutto dal sisma è ora costretto a pagare il bollo, seppur della sola quota capitale (ridotta al 40 per cento) e al netto di sanzioni e interessi. Una posizione che si discosta dalla richiesta del consiglio comunale dell’Aquila che aveva impegnato il sindaco Pierluigi Biondi a risolvere il caso dei bolli auto, con lo stralcio totale delle cartelle esattoriali per chi aveva perso l’auto nel sisma.
i dubbi
Nonostante il disegno di legge emanato dalla Regione, restano ancora dubbi per quanto riguarda le scadenze: nelle cartelle inviate ai circa 40mila residente del cratere sismico la scadenza per il pagamento è fissata a 60 giorni dalla notifica del provvedimento. La proposta regionale, invece, prevede che il pagamento possa essere effettuato in un’unica soluzione con scadenza il 30 settembre 2023 o, in tre rate bimestrali, entro il 30 settembre, 30 novembre e 31 gennaio 2024. La dichiarazione va presentata all’Agenzia delle entrate entro il 31 luglio 2023. Dopo un mese, – sempre secondo la Regione – l’Agenzia comunicherà ai debitori l'ammontare delle somme dovute.
verso il consiglio
L’approvazione del disegno di legge è prevista nella prossima seduta del consiglio regionale, che dovrebbe essere convocata per martedì 18 aprile.
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