Bomba inesplosa, oggi il vertice: si decidono zona rossa e modalità

Alle 10.30 confronto nella sala della prefettura. Subito dopo via al censimento dei residenti da evacuare Il sindaco Di Pangrazio: «Garantiremo operazioni in sicurezza, cercando di minimizzare rischi e disagi»
AVEZZANO. Data, orari e modalità del disinnesco della bomba scoperta nel cantiere tra via Opi e via Cupello verranno decisi questa mattina nel corso del vertice convocato in prefettura alle 10.30. Si conoscerà soprattutto quale sarà il raggio della zona rossa dove dovrà essere compiuta l’evacuazione della popolazione. Subito dopo inizierà il censimento dei residenti da sfollare. Quindi occorrerà valutare la presenza nell’area di rischio di strutture sanitarie e di beni di interesse storico.
Per non farsi trovare impreparati, i funzionari del Centro operativo comunale (Coc) di Avezzano, allestito a via Fontana, stanno lavorando da giorni a delle ipotesi. Le simulazioni elaborate prendono in considerazione un’area che va da un minimo di 300 metri a un massimo di un chilometro e 400 metri dal luogo del rinvenimento della bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale (oltre 450 chili di peso, per 250 chili di esplosivo).
A seguito dell’incontro con gli artificieri del 6° Genio di Roma, il sindaco Gianni Di Pangrazio ha avuto un colloquio anche con il vice questore Giancarlo Ippoliti e l’ispettore del commissariato di polizia Roberto Di Nino. Mentre nel pomeriggio ha presenziato una nuova riunione con tutti i responsabili delle funzioni del Coc «per garantire che le operazioni di disinnesco, trasporto e brillamento della bomba avvengano nella totale sicurezza (il tutto dovrebbe essere concluso in una mattinata, ndc) e nella completa informazione della popolazione, predisponendo un piano di evacuazione capace di minimizzare rischi e disagi con l’obiettivo di velocizzare le operazioni il più possibile». Chiedono di fare presto anche i residenti del Cupello, preoccupati per la presenza della bomba americana, tra le più grandi e potenti mai rinvenute sul territorio italiano, a ridosso delle case. Al vertice di questa mattina, presieduto dal prefetto Cinzia Torraco, oltre al sindaco di Avezzano sono stati invitati a partecipare il questore Enrico De Simone, i comandanti provinciali dei carabinieri, Nicola Mirante, della Guardia di finanza, Cosimo Lamanuzzi, della polizia stradale dell’Aquila, Daniela Pasqua, dei vigili del fuoco Romeo Panzone, il direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini, e il dottor Gino Bianchi, responsabile della centrale operativa del 118 dell’Aquila. E, ancora, il dirigente del settore viabilità della Provincia, il Comando forze difesa sud di Napoli, il 6° Reggimento genio pionieri di Roma, la Croce rossa italiana, il responsabile Anas del compartimento Abruzzo-L'Aquila e i rappresentanti di Enel distribuzione L’Aquila, Snam rete gas di Avezzano e il Consorzio acquedottistico marsicano. L’operazione di disinnesco di un ordigno bellico comporta, infatti, la limitazione della mobilità urbana e l'interruzione del servizio di fornitura di gas, acqua ed energia elettrica. Anche la rete stradale dovrà essere gestita con controlli e posti di blocco intorno alla zona interdetta. Una volta stabilita l’area occorrerà individuare strutture di accoglienza e punti di raccolta, allestire eventuali punti medici avanzati, allertare le strutture sanitarie più vicine e organizzare il rientro della popolazione a operazioni terminate. I residenti nell’area interessata dallo sgombero dovranno essere censiti e informati con particolare attenzione ai più fragili come anziani, invalidi o persone affette da particolari patologie, ai quali occorre garantire anche assistenza medica. Dopo la rimozione di entrambe le spolette, sul posto, l’ordigno dovrà essere portato in una cava per l’esplosione controllata.
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