Bonanno: «La massoneria non mette affreschi nei bagni»

L’AQUILA. L’appello del professore Fulvio Giustizia, pubblicato dal Centro, per salvare l’affresco di Damini nei bagni del Liceo Cotugno, suscita le prime reazioni. «Un vero dispiacere leggere che...
L’AQUILA. L’appello del professore Fulvio Giustizia, pubblicato dal Centro, per salvare l’affresco di Damini nei bagni del Liceo Cotugno, suscita le prime reazioni. «Un vero dispiacere leggere che uno stimato scrittore e storico quale Fulvio Giustizia possa aver attribuito alla Massoneria aquilana lo sfregio di aver relegato un locale affrescato probabilmente dal Damini a bagno degli studenti liceali». Lo sostiene Vincenzo Bonanno, presidente dell’associazione “Cultura & Tradizione” e conoscitore della Massoneria d’Abruzzo. «Dovrebbe essere noto a tutti», continua il professor Bonanno, «come i Liberi Muratori tengano innanzitutto alla cultura, alla storia, alla conoscenza in generale e come siano da sempre molto attenti alla conservazione e tutela delle eccellenze d’arte così numerose e preziose nella nostra Nazione e all’Aquila in particolare. Proprio durante il periodo post-risorgimentale la città subì un’apprezzata riqualificazione urbana che riguardò anche il Palazzo della Provincia con la sede della biblioteca, il Convitto e i portici. L’affermazione di Giustizia», sostiene Bonanno, «circa un “misfatto socio-culturale-religioso attribuibile al fanatismo massonico dell’epoca“ è quantomeno azzardata per non dire infondata e offensiva. L’Aquila può vantare nella sua lunghissima storia di aver dato i natali a massoni di altissima valenza storica, professionale, artistica e politica che, certamente, non si sono mai divertiti a far abbattere chiese o conventi come atto di ostilità nei confronti del mondo religioso. Ricordo invece con grande rammarico alcune chiese aquilane che, nell’assordante silenzio della Curia, sono state per anni sede di laboratori artigiani di falegnami e vetrai».

