Borsa di studio per aiutare i bimbi malati

20 Luglio 2017

“L’Aquila per la vita” promuove un’iniziativa finalizzata a realizzare un ambulatorio dermatologico

L'AQUILA. Una borsa di studio da 22mila euro per realizzare un ambulatorio dermatologico per la gestione dei disturbi alla pelle durante le terapie antitumorali.
È questo l'impegno della Onlus L'Aquila per la vita attraverso un progetto che sarà coordinato dalla professoressa Maria Concetta Fargnoli, direttore dell’Unità di dermatologia generale e oncologica dell’ospedale del capoluogo.
Un'iniziativa presentata ieri a palazzo Fibbioni dal sindaco Pierluigi Biondi, da alcuni membri di “L'Aquila per la vita”, a partire dal presidente Giorgio Paravano, insieme al direttore generale della Asl n. 1, Rinaldo Tordera, a Edoardo Alesse, responsabile dipartimento di Medicina sperimentale dell’Università dell’Aquila, al professor Franco Marinangeli, direttore dell’unità di anestesia, rianimazione e terapia intensiva dell’ospedale dell’Aquila e alla stessa dottoressa Fargnoli.
«Data la numerosità dei farmaci oncologici e l’estrema variabilità dell’impatto sulla pelle che rende difficile la prescrizione di una terapia da parte di uno specialista non dermatologo», spiegano dalla onlus, «si è ritenuto di creare un ambulatorio dermatologico per la gestione degli eventi avversi cutanei, come già istituito in numerosi centri dermatologici in Italia».
«Inoltre», aggiungono, «nel management farmacologico di tali tossicità esistono ad oggi raccomandazioni empiriche e non validate dall’evidenza per cui è necessario aumentare le conoscenze e l’esperienza».
Di fatto, prima di iniziare la terapia oncologica il paziente dovrebbe essere portato a visita dermatologica per ricevere le migliori indicazioni per prevenire o ridurre le reazioni avverse cutanee e successivamente seguito per una corretta gestione durante le cure.
La onlus “L’Aquila per la vita” ha annunciato altri due progetti a breve: l'istituzione di uno sportello psicologico a sostegno dei pazienti oncologici e dei loro familiari e un servizio di riabilitazione fisioterapica per le donne che hanno subìto degli interventi per il trattamento del tumore al seno. (fab.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.