Borse di studio negate: rettore contro la Regione

8 Maggio 2020

Alesse solidarizza con gli studenti e parla di «ripartizione iniqua delle risorse» L’affondo: «Situazione inaccettabile, si ponga rimedio». Politica in subbuglio

L’AQUILA. Alle critiche degli studenti alla Regione sulle borse di studio che hanno penalizzato il capoluogo regionale si aggiunge quella del rettore Edoardo Alesse. Il caso, oltre che politico, diventa una problematica che assume i contorni dello scontro istituzionale.
«SCELTA SCORRETTA». «In merito alla recente vicenda concernente la ripartizione dei fondi regionali per il diritto allo studio, di cui l’Università degli Studi dell’Aquila ha avuto informazione dal proprio rappresentante in seno al consiglio di amministrazione dell’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari) dell’Aquila», fanno sapere dall’Ateneo, «il rettore Edoardo Alesse esprime un motivato e forte dissenso rispetto alle deliberazioni assunte dalla giunta regionale nella ripartizione delle risorse disponibili, ritenendola impari, iniqua e amministrativamente non corretta. Il rettore ravvisa inoltre un comportamento asimmetrico e chiaramente discriminatorio nei confronti degli studenti che frequentano l’Università degli Studi dell’Aquila rispetto a quelli iscritti agli altri Atenei della Regione».
LE CRITICHE. «Anche soprassedendo rispetto all’inadeguatezza ormai cronica del totale dei fondi messi a disposizione», afferma il rettore, «e lungi dal voler entrare nel merito delle azioni delle persone che hanno determinato l’attuale situazione, voglio evidenziare che il diritto allo studio e alla migliore formazione possibile, rappresentano uno dei diritti fondamentali ed inalienabili che devono essere garantiti sempre, comunque e a tutti i livelli attraverso le più appropriate soluzioni finanziare ed amministrative, in un contesto di progresso sociale e civile, oltre che culturale L’Università degli Studi dell’Aquila»,prosegue Alesse, «nonostante le decennali difficoltà seguite all’evento sismico del 2009, ogni giorno esprime manifestazioni di forte vitalità e di eccellenza nella didattica, nella ricerca, nella terza missione e nell’internazionalizzazione, forse rappresentando in questi ambiti la più longeva e autorevole tradizione accademica della Regione Abruzzo. Per queste ragioni e per il rispetto e la tutela che deve ai propri studenti non può accettare la situazione che si è venuta a determinare e chiede con forza, ma anche con fiducia, nel rispetto delle prerogative del decisore politico, che sia data pronta ed efficace soluzione al problema».
ALTRE REAZIONI. «Revocare gli atti dannosi e assegnare le giuste risorse all’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila». Questa la richiesta del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. «L’assessore Fioretti e la giunta Marsilio collezionano l’ennesima figuraccia accanendosi, questa volta, contro i 233 studenti dell’Università dell’Aquila che resteranno privi delle borse di studio. Per l’annualità 2019/2020, lo Stato aveva destinato all’Abruzzo – tramite il Fis – 7,6 milioni a cui la Regione avrebbe dovuto contribuire con una quota del 40% pari a circa 3 milioni. E tuttavia, non solo lo stanziamento è stato della metà (circa 1,4 milioni), ma l’assessorato, invece di ripartirlo tra le tre Adsu regionali, proporzionalmente al fabbisogno, ne ha assegnati 1,2 milioni a Chieti e 187 mila a Teramo, lasciando L’Aquila senza un euro. Al danno si aggiunge la beffa: la responsabilità scaricata sull’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila a cui si chiede – per coprire il proprio fabbisogno – di versare la quota di cofinanziamento di 769mila euro attingendola dai propri “avanzi di amministrazione”. Una cosa illegittima». Giorgio Fedele (consigliere regionale del Movimento Cinque stelle) parla di «gravità estrema» e annuncia che porterà il caso all’attenzione dell’assemblea dell’Emiciclo. Critico anche il consigliere comunale dell’Aquila Leonardo Scimia.
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