Botte all’ex compagna incinta, condannato
Un 25enne di Lecce l’ha perseguitata per mesi con minacce, telefonate e sms ingiuriosi
LECCE NEI MARSI. Per mesi l’ha perseguitata, con botte, minacce e centinaia di telefonate e sms ingiuriosi. Il tutto, nonostante la sua compagna fosse all’epoca minorenne e nonostante fosse incinta di una bimba.
Il tribunale di Avezzano l’ha ora condannato a un anno di reclusione, oltre che al pagamento di una provvisionale di duemila e 500 euro.
Protagonista della spiacevole vicenda è un ragazzo di Lecce nei Marsi, che oggi ha 25 anni e che all’epoca era legato sentimentalmente con una ragazza del posto.
I fatti risalgono al 2010.
Secondo quanto emerso durante il processo penale, la giovane, oggi ormai diventata mamma, ha trovato il coraggio di denunciare il suo ex compagno, solo quando ha messo in pericolo la vita della bimba che portava in grembo.
I due si erano conosciuti giovanissimi e tra loro era iniziata una relazione. La ragazza all’epoca era ancora minorenne. Tra loro però la storia non è andata bene, nonostante nel frattempo la giovane è rimasta incinta.
A rovinarla è intervenuta una gelosia eccessiva che poi è scaturita in veri e propri atteggiamenti persecutori che hanno anche messo in pericolo la stessa giovane.
Una storia molto travagliata in cui poi intervennero anche le rispettive famiglie per cercare di riportare la quiete ma che, invece, alla fine, hanno peggiorato la già complicamete situazione.
Quando la ragazza si è rivolta ai carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Loreto Ferrari, ha raccontato di aver subito tante cattiverie.
Offese, minacce, chiamate ossessive e addirittura le botte. Nonostante fosse incinta.
Dopo la denuncia, quello che ormai era diventato l’ex compagno della giovane, è finito sotto processo.
Durante questi cinque anni sono stati sentiti diversi testimoni e alla fine è arrivata la decisione del giudice che ha condannato il leccese.
Nel processo penale la giovane è stata assistita dall’avvocato Mario Flammini.
Va avanti, invece, al tribunale di Avezzano, il procedimento in sede civile, dove sarà invece quantificato il risarcimento del danno subìto dalla ragazza. (m.t.)
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