Botte alle ex, fermati tre uomini violenti

4 Agosto 2019

Un 41enne minaccia di rapire il figlio a Luco, un altro frattura la gamba a una donna, l’ultimo la pedinava nei negozi

AVEZZANO. Molestie, pedinamenti, aggressioni tra le mura domestiche, violenze e maltrattamenti, anche alla presenza dei bambini. Sono l’insieme dei reati su mogli ed ex compagne che hanno portato a tre diversi provvedimenti nei confronti di altrettanti uomini che vivono nella Marsica. Le misure cautelari sono state eseguite dagli agenti del commissariato di polizia di Avezzano dopo le indagini scaturite dalle denunce delle donne maltrattate in casa. A un cittadino marocchino, M.M., 41 anni, residente a Luco dei Marsi, è stato notificato un divieto di avvicinamento alla compagna, una connazionale, e al figlio minorenne della donna. Lo straniero, al termine di una breve relazione avuta con la vittima circa due anni fa, aveva iniziato a molestarla, controllandone quotidianamente gli spostamenti, aggredendola fisicamente anche in presenza del figlio minore e minacciandola di uccidere lei e suo figlio, o di rapire quest’ultimo. In un’occasione si è persino introdotto nell’abitazione abusando sessualmente della donna. Un duplice provvedimento è stato eseguito nei confronti di B.P., 32enne avezzanese, a cui sono stati notificati un divieto di avvicinamento e l’ammonimento del questore dell’Aquila. Da diversi mesi, con cadenza quasi settimanale, l’uomo picchiava la convivente, causandole traumi a fratture. Dopo mesi di violenze, a seguito di un trauma cranico e della frattura del malleolo, la ragazza è finita in pronto soccorso e ha deciso di denunciare il compagno. La ragazza aveva tenuto nascosto le aggressioni anche ai suoi familiari, insospettiti dai suoi numerosi lividi, segni evidenti delle reiterate lesioni causate dal giovane.
Invece nei confronti di P.D.M., 49 anni, di Avezzano, con precedenti di polizia, è stata eseguita la misura cautelare degli arresti domiciliari, applicata dopo ripetute violazione del divieto di avvicinamento nei confronti della moglie, madre dei suoi figli, che aveva subìto di maltrattamenti in famiglia. Lui, nonostante la separazione in corso e il divieto di avvinarsi a lei, aveva continuato a pedinarla e a insultarla in mezzo alla gente, arrivando a molestarla persino all’interno di alcuni negozi .
Gli agenti del commissariato e gli uomini dell’Anticrimine spesso seguono casi legati alla violenza sulle donne e spesso si trovano di fronte a omertà e paura di raccontare tutto. Lo stesso accade alla volante e alle altre forze di polizia che intervengono in situazioni in cui la donna aggredita stenta a dire la verità. Proteggendo il suo aguzzino per pudore oppure per paura di ritorsioni verso di lei o verso i familiari, spesso anche verso i bambini.
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