Botte allo stadio, in arrivo i Daspo Ecco le accuse agli ultrà violenti

Il giudice convalida l’arresto di tre tifosi, ma li libera in attesa che si tenga il processo per direttissima Per gli inquirenti Pellerucci e Visco si sono scagliati contro forze dell’ordine e avversari con cinte e aste
L’AQUILA. Arresti convalidati per i due ultras dell’Aquila, Simone Pellerucci (35) e Giuliano Visco (46), ritenuti tra i responsabili degli scontri di domenica scorsa all’esterno dello stadio “Italo Acconcia” al termine della partita di calcio tra L’Aquila 1927 e il Sora 1907.
Il giudice del Tribunale dell’Aquila, Monica Croci, ha, però, disposto la liberazione dei due imputati (erano stati posti agli arresti domiciliari) in attesa del giudizio direttissimo.
Sebbene gli imputati abbiano ammesso alcuni dei fatti contestati, il giudice Croci ha respinto l’istanza cautelare ritenendola superflua vista l’assenza di pericolo di reiterazione dei reati contestati.
Anche per il tifoso del Sora, Alfonso Di Rosato (34), l’arresto è stato convalidato ed è stato scarcerato senza misura. Per i tre è stata presentata richiesta del Daspo che, con probabilità, gli verrà inflitto nei prossimi giorni dal questore dell’Aquila, Enrico De Simone.
In particolare in concorso tra loro e con altri soggetti non ancora identificati, Pellerucci e Visco «usavano violenza e minaccia con spinte e percosse nei confronti delle forze dell’ordine (in particolare di due poliziotti e due carabinieri, ndr) intervenuti per ragioni di ordine pubblico al fine di evitare contatti e separare le due tifoserie e per identificarli».
Secondo le accuse «Pellerucci, con il volto parzialmente travisato dal cappuccio di una felpa di colore nero, impugnava una cintura in cuoio, parzialmente avvolta nella mano sinistra, colpiva i tifosi antagonisti e opponeva resistenza alle forze dell’ordine».
Visco, invece, sempre secondo le accuse, «indossando un berretto scuro, brandiva l’asta di una bandiera assestando colpi ai tifosi antagonisti e opponendo resistenza alle forze dell’ordine». Entrambi gli ultras erano stati allontanati dalle forze dell’ordine e dopo aver partecipato ai tafferugli avevano cercato di confondersi tra gli altri tifosi dileguandosi dal luogo degli scontri.
A incastrarli sono state le immagini girate dalla polizia Scientifica, passate al setaccio dai colleghi della Digos, diretti dal vice questore aggiunto Roberto Mariani, che portano avanti le indagini coordinate dal pubblico ministero Fabio Picuti sullo scontro tra i quaranta tifosi.
I due ultras dell’Aquila finiti nei guai sono difesi dall’avvocato Cristiano Carbonara.
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