Botte e minacce alla ex, condannato

Il pm sostiene l’accusa tra le lacrime: 2 anni e 6 mesi al 55enne di Castel di Sangro
SULMONA. È accusato di aver minacciato di morte la sua compagna brandendo un’ascia e di averla poi colpita con calci e pugni. Ieri, l’imputato 55enne, Pietro Del Cimmuto, originario di Castel di Sangro, ma residente a Cantone di Introdacqua, è comparso davanti al giudice, che al termine della discussione, dopo aver ascoltato il pm e la difesa, lo ha riconosciuto colpevole e condannato a due anni e sei mesi di reclusione. Un’udienza a tratti drammatica con il pubblico ministero, Patrizia Bernardi, protagonista di un’accorata requisitoria contro la violenza sulle donne. Tanto che a un certo punto le sono scese anche alcune lacrime di rabbia, per la tensione e la grande partecipazione emotiva.
I fatti risalgono al giugno del 2017: il 55enne avrebbe minacciato la sua ex convivente di 34 anni al grido di «io stasera ti ammazzo», mentre brandiva un’ascia che fu rinvenuta e sequestrata dalla squadra anticrimine del commissariato di Sulmona, all’epoca guidata dall’ispettore capo Daniele L’Erario. Secondo le accuse formulate, quella sera l’imputato avrebbe anche colpito con pugni e calci al volto la sua ex, facendole saltare tre denti e procurandole delle lesioni alla mandibola. Con l’aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi. In quegli stessi giorni il portone del condominio in cui abita la donna fu dato alle fiamme, anche se questo particolare non è stato mai addebitato all’imputato, perché la polizia non è riuscita a trovare riscontri che potessero dimostrare che fosse stato Del Cimmuto ad appiccare il fuoco.
La difesa, sostenuta dall’avvocato Alessandro Margiotta, ha puntato tutto su alcuni elementi contraddittori emersi, ma questo non ha evitato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione.
Una sentenza che l’avvocato Margiotta ha già annunciato di voler impugnare. (c.l.)
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