Botte e minacce di morte a madre e figlia

Anni di violenze a Sulmona, il giudice dispone il divieto di avvicinamento al marito-padre accecato dalla gelosia
SULMONA. Geloso, troppo geloso. Tanto che per anni ha picchiato prima la moglie e poi la figlia dalla quale la madre si era rifugiata. E dopo le botte le minacce di morte. Alla fine le donne hanno trovato il coraggio di denunciare gli atti persecutori compiuti dal marito e dal padre.
Così la polizia ha denunciato un 70enne di Sulmona, che non potrà più avvicinarsi ai luoghi frequentati dalle due.
La donna è legalmente separata dall’uomo da circa dieci anni, ma ha continuato a convivere con lui fino a tre anni fa. Al personale del settore anticrimine del commissariato l’anziana ha raccontato di aver subito per anni violenze fisiche e psicologiche da parte del marito, a causa della sua gelosia ossessiva. Dopo aver deciso di lasciare l’abitazione familiare, circa tre anni fa, trasferendosi in casa di una delle figlie, gli episodi di violenza da parte dell’uomo sono diventati sempre più frequenti. La donna e la figlia che la ospita sono state oggetto di numerose violenze fisiche e psicologiche, stando a quanto ricostruito dagli agenti, oltre a minacce di morte. In una occasione sarebbero state aggredite anche con un coltello. Gli atti persecutori da parte dell’uomo, infatti, erano divenuti sempre più gravi.
Per questo motivo, su richiesta del pubblico ministero Stefano Iafolla, il gip del tribunale di Sulmona, Marco Billi ha emesso, nei confronti del 70enne, la misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle due donne.
La misura è stata eseguita dal personale del commissariato di Sulmona.
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