Botti per salutare l’anno Ignorate le ordinanze

2 Gennaio 2016

Ad Avezzano e Tagliacozzo tante esplosioni ma nessun ferito a San Silvestro La polizia locale: «Non ci sono state multe, la finalità era preventiva»

AVEZZANO. I divieti e la prospettiva di multe salate non hanno fermato i botti. Nella notte di San Silvestro, nonostante le ordinanze emesse dai Comuni di Avezzano e Tagliacozzo, i fuochi d’artificio rumorosi ci sono stati. Come avvenuto in altre parti d’Italia, così anche nella Marsica le disposizioni hanno fatto flop.

Nella Marsica, però, non si sono verificati incidenti di rilievo. E nessuno è incappato in sanzioni perché di fatto non sono stati eseguiti controlli.

A dispetto delle ordinanze diffuse negli ultimi giorni sono stati esplosi botti anche nei luoghi di maggior rischio. Un fatto che ha sollevato polemiche soprattutto sui social network.

La pensa diversamente il comandante della polizia locale di Avezzano.

«Abbiamo registrato un buon rispetto dell’ordinanza», ha sottolineato Luca Montanari, «con una diminuzione rispetto agli altri anni. Non avevamo la pretesa che nessuno usasse fuochi d’artificio, ma l’ordinanza del sindaco Gianni Di Pangrazio, e anche quelle fatte nel resto d’Italia, avevano soprattutto una finalità preventiva. Stessa funzione quella dei controlli nei luoghi più affollati».

Perché non sono state fatte multe?

«Abbiamo fatto controlli nelle ore diurne, come ci obbliga la legge in base agli orari di servizio», ha aggiunto Montanari, «e non ci sono stati problemi soprattutto per quanto riguarda botti di grossa potenza. Il Comune ha voluto vietare le detonazioni più pericolose e di un colpo, non fuochi con solo effetto luminoso. Quindi trattandosi della prima volta non possiamo lamentarci e possiamo ritenerci soddisfatti».

Lo spirito delle ordinanze, sollecitate anche dalle associazioni animaliste, aveva lo scopo di ridurre l’alto livello di inquinamento acustico generato dall’abuso dei fuochi d’artificio e dei petardi.

I trasgressori, qualora fossero stati colti sul fatto, sarebbero stati sottoposti a sanzioni penali e amministrative previste da leggi e regolamenti che arrivano fino a 500 euro. La violazione dell’ordinanza comunale comportava una ulteriore sanzione pecuniaria da 25 a 500 euro.

Le proteste più insistenti hanno invece riguardato gli esercenti del settore che a due giorni da Capodanno si sono ritrovati spiazzati dalla carenza di clienti condizionati dall’ordinanza, rimanendo con della merce invenduta ma già pagata.

Pietro Guida

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