Braccialetto elettronico alla stalker innamorata

Provvedimento adottato da un giudice donna, è la prima volta in Abruzzo La 43enne molestava un uomo ed era evasa dagli arresti domiciliari
SULMONA. Dovrà indossare il braccialetto elettronico per evitare che torni a molestare l’uomo del quale si era invaghita. La misura cautelare è stata disposta, ieri mattina, da un giudice donna nei confronti di Barbara Fallavollita, 43enne di Corfinio, nel corso del processo per direttissima in cui l’indagata era accusata di evasione. La 43enne si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking per aver ripetutamente violato la misura cautelare che le vietava di avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi frequentati da un uomo che molestava da tempo. Lei, invece, pur trovandosi agli arresti domiciliari, è uscita di casa per recarsi al bar dove pensava di incontrare l’uomo preso di mira. Da qui il nuovo arresto, questa volta in carcere, e il conseguente processo con rito direttissimo che si è concluso con il particolare provvedimento del braccialetto elettronico con cui i carabinieri potranno controllare in diretta ogni suo spostamento. Per la donna, infatti, sono stati disposti di nuovo gli arresti domiciliari. Il processo è stato quindi rinviato all’11 dicembre. Il difensore della donna, l’avvocato Alessandro Margiotta, ha chiesto di poter accedere al rito abbreviato a condizione che il giudice disponga una perizia psichiatrica sulla 43enne. È la prima volta, almeno in Abruzzo, che una donna rimane vittima di un decreto legge adottato un anno fa, dall’ex ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, a tutela delle donne e contro il femminicidio. Il mezzo elettronico in dotazione alle forze dell’ordine è destinato al controllo delle persone sottoposte agli arresti domiciliari o alla detenzione domiciliare. Si applica alla caviglia e permette all’autorità giudiziaria di verificare costantemente i movimenti dell’indagato che lo indossa. Nel caso di alterazione o manomissione del braccialetto è previsto il ritorno in carcere e una pena aggiuntiva. Mai, prima di ieri, era però stato applicato alle donne. La misura adottata dal tribunale di Sulmona, oltre a controllare in tempo reale che la donna di Corfinio non si allontani dagli arresti domiciliari, è funzionale anche in termini preventivi: la stalker, di fatto, non può neanche avvicinarsi all’abitazione del paesano molestato o approcciarlo fuori casa perché, automaticamente, farebbe scattare l’allarme collegato con la centrale operativa dei carabinieri di Raiano.
Claudio Lattanzio
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