Braccianti sotto il sole: scatta la denuncia all’ispettorato

Trovate due squadre nei campi del Fucino durante la fascia in cui è previsto lo stop. Antonetti (Cgil): «Temperatura a 36 gradi, abbiamo presentato una segnalazione»
AVEZZANO. Lavoravano incessantemente sotto un sole cocente, con temperature che toccavano i 36 gradi, ignorando il divieto di attività nelle ore più calde previsto dalle attuali disposizioni. È quanto riscontrato ieri pomeriggio, tra le 14.45 e le 16, dalle Brigate del Lavoro impegnate nel Fucino per incontrare, ascoltare e informare i braccianti sui loro diritti. I volontari, capitanati da Luigi Antonetti, segretario Flai Cgil L'Aquila, hanno intercettato due squadre di braccianti e hanno cercato di spiegare loro che in quell'orario dovevano fermarsi. «Abbiamo trovato queste due squadre tra i campi di San Benedetto dei Marsi e Borgo 8000», ha raccontato Antonetti, «erano intenti a "sarchiare" le colture, una pratica di pulizia delle piante. Non è un'operazione che può avvenire durante la fascia oraria di stop, tassativamente fissata dalle 12.30 alle 16. Abbiamo parlato con loro e poi è scattata la segnalazione all’Ispettorato del Lavoro, affinché vengano attivati controlli tempestivi per tutelare la salute degli addetti e garantire il rispetto delle norme vigenti».
L'intervento rientra nella missione delle Brigate del Lavoro, promosse da Cgil e Flai della provincia dell’Aquila, in collaborazione con Caritas diocesana di Avezzano, Libera Abruzzo, Anpi e Alpaa. Si tratta di un'iniziativa di sindacato di prossimità, in corso in tutta Italia, che punta a contrastare il caporalato e le forme di sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. «Abbiamo fatto random tutto il territorio del Fucino», ha proseguito Antonetti, «toccando la zona di Strada 34, Strada 36, Strada 38 nei Comuni di Trasacco, Ortucchio, San Benedetto dei Marsi e Celano. Abbiamo raggiunto il territorio a macchia di leopardo per cercare di intercettare un maggior numero di braccianti».
La squadra, operativa sin dalle prime ore dell'alba, ha distribuito acqua, cappelli, gilet e materiale informativo per tutelare i lavoratori. «Nella mattinata abbiamo portato acqua, cappelli, gilet e una nostra card dove sono spiegate una serie di norme», ha aggiunto il segretario Flai Cgil L'Aquila, «la presenza fisica è il primo strumento di prevenzione contro la precarietà. Il confronto con la realtà agricola, non è stato privo di ostacoli. Abbiamo avuto uno scontro con un datore di lavoro che voleva chiamare i carabinieri per la nostra presenza, ma poi la situazione è scemata». La missione della Cgil, che ieri ha coinvolto anche Domenico Fontana della Filt Cgil L'Aquila, volontari della Caritas ed esponenti della Cgil nazionale, proseguirà anche oggi. «La nostra è stata un'attività prima di tutto informativa», ha concluso Antonetti, «quasi tutti si sono fermati e ci hanno ascoltato. Torneremo di nuovo nei campi del Fucino domani mattina (oggi per chi legge, ndr) per continuare a informare i braccianti e cercare, per quanto possibili, di aiutarli in queste torride giornate tra i campi».
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