Sulmona

Raggiro da oltre 130mila euro: coniugi rischiano di finire a processo

15 Luglio 2026

La Procura di Sulmona chiede il giudizio per una coppia: accusati di aver circuito un incapace. Si sono fatti consegnare denaro con la promessa di far riottenere la patente ritirata in precedenza

SULMONA. Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Edoardo Mariotti ha chiesto il rinvio a giudizio per due coniugi sulmonesi, un 60enne e una 52enne residenti nella frazione di Bagnaturo, accusati di circonvenzione d'incapace. La decisione è arrivata al termine delle indagini che avrebbero permesso alla procura di confermare le accuse a carico di marito e moglie. Il giudice per le udienze preliminari Irene Giamminonni ha fissato l'udienza per il 17 novembre. I fatti risalgono al biennio 2022-2023 quando, secondo l'accusa, il 69enne avrebbe circuito un 71enne di Sulmona, affetto da alcune problematiche e il cognato, un 81enne. A scoprire il raggiro era stata la Guardia di finanza di Sulmona che aveva denunciato anche il figlio ventenne della coppia per il quale, tuttavia si procede, a parte.

La procura ha deciso di stralciare la sua posizione perché considerata meno grave dei genitori. Le indagini a carico del ventenne, che aveva riferito agli inquirenti di essere completamente estraneo ai fatti, sono ancora in corso.

L'inchiesta era scattata dopo che i finanzieri avevano notato movimenti sospetti sul conto del 71enne con problemi psichici: un’emorragia di denaro che di fatto aveva prosciugato i risparmi di una vita suoi e della famiglia. Il 71enne era rimasto coinvolto in un incidente stradale con la moto, finendo nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove era rimasto a lungo ricoverato a causa dei gravi traumi riportati. Si era messo alla guida del mezzo senza aver conseguito la patente. Una volta uscito dall’ospedale, l’uomo sarebbe stato avvicinato dalla famiglia di Bagnaturo che, man mano, lo avrebbe persuaso e convinto che, tramite i continui versamenti di denaro e bonifici bancari, avrebbe potuto conseguire la patente di guida. Le vittima faceva prelievi al bancomat e poi consegnava i soldi o nella casa della coppia o direttamente in strada, dove i tre aspettavano, a pochi metri, i loro “finanziatori”.

Il 71enne, inoltre, non agiva da solo ma, per versare il denaro, si faceva aiutare dal cognato, un 81enne di Sulmona, anche lui finito nella rete della famiglia di truffatori. Così, insieme, nel giro di un anno, avevano versato circa 130 mila euro. Nel corso delle perquisizioni era stata rinvenuta documentazione attestante i pagamenti effettuati dalle vittime che, in taluni casi, venivano indotta ad effettuare bonifici bancari con causali fittizie come la compravendita di auto e moto.

Tutte accuse da verificare per gli avvocati difensori Vincenzo Margiotta e Angelo Pace, pronti a chiarire la posizione dei rispettivi assistiti. Sarà il gup a stabilire se le accuse sono solide per essere sostenute in giudizio.

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