Avezzano

Un premio a Domenico Barbati, il medico che curò gli sfollati del terremoto

15 Luglio 2026

La cerimonia a Montecitorio. Il dottore avezzanese celebrato oggi alla Camera per lo straordinario impegno nelle emergenze. Dal sisma dell’Aquila alla crisi in Ucraina: «Aprimmo ambulatori di fortuna per assistere i feriti»

AVEZZANO. È un esempio di impegno e una risorsa inarrivabile nell’assistenza sanitaria nelle emergenze. Per questo gli è stato riconosciuto il Premio “Dottor Geppino Micheletti”, simbolo di eccellenza. Il dottor Domenico Barbati, medico di medicina generale di Avezzano, sarà ospite di rilievo nel corso della cerimonia che si svolgerà oggi nella sala della Regina di Palazzo Montecitorio. Il momento suggestivo vuole dare lustro a un professionista che ha trasformato la propria attività in una missione civile al servizio di chi si trova in condizioni di vulnerabilità. Dal 1984, quando si è laureato e poi specializzato in Ostetricia e Ginecologia, ha scelto l'assistenza quotidiana ai suoi pazienti. Un vero e proprio medico di famiglia all’antica, di quelli che entrano nelle abitazioni e assistono i loro pazienti h24. La sua candidatura per il premio, promossa dall’associazione “De Historia” dell’Aquila valorizza, però, non solo il percorso umano e operativo di Barbati, ma soprattutto l'impegno speso nella fondazione di Amfe nel 2011: associazione medici di famiglia volontari per le emergenze. Attraverso questa realtà, Barbati ha coordinato interventi cruciali, collaborando con la Protezione civile nazionale e con altre importanti realtà che operano in tutta Italia per garantire presidi sanitari anche dove la normalità è stata bruscamente interrotta. «Un'associazione ha proposto la mia candidatura per il premio Micheletti e questo mi onora molto» ha raccontato il medico avezzanese, «sono molto contento perché è il coronamento di un'attività che ho iniziato fin dai giorni successivi al terremoto dell'Aquila e che mi ha dato tante soddisfazioni. La nostra è un'associazione di medici di medicina generale che collaborano quando ci sono questi eventi emergenziali».

L'esperienza sul campo dall'aprile del 2009 ha segnato tappe fondamentali per l'assistenza locale. E Barbati ne è regista e testimone al tempo stesso. «Abbiamo iniziato dall'Aquila ripristinando proprio l'assistenza sanitaria primaria», ha raccontato, «in città, come nei paesi del circondario, gli ambulatori non erano agibili, non esistevano più. Noi li abbiamo riaperti, anche in luoghi di fortuna, e abbiamo garantito l'assistenza ai cittadini. Siamo stati inseriti nell'elenco delle associazioni della Protezione Civile nazionale e lì abbiamo dato il nostro contributo per fare i pass, postazioni dove ci sono gli ambulatori dei medici e dei pediatri». Il raggio d'azione si è poi esteso ben oltre i confini regionali, affrontando crisi di varia natura. «Siamo stati chiamati sia nel terremoto dell'Emilia Romagna sia in quello delle Marche», ha proseguito Barbati, «mentre l'ultima attività che abbiamo svolto come associazione è stata quella dell'accoglienza dei profughi dell'Ucraina nel Comune di Cerchio, dove abbiamo gestito tutta la situazione sanitaria mettendo a disposizione un camper ambulatorio». Oggi Barbati continua a promuovere una cultura della preparazione, convinto che il volontariato medico debba poggiare su basi tecniche solide. L’obiettivo dei prossimi mesi è quello di organizzare dei corsi con l'associazione per gestire le situazioni più difficili. «L'emergenza è una situazione dove non si deve improvvisare niente», ha concluso, «ma tutti devono agire sapendo quello che devono fare, senza esitare».