Bracconaggio nel Parco, in 5 a processo

6 Aprile 2016

Accusati anche di associazione a delinquere, nelle loro case di Aielli trovati trofei, foto e armi

AVEZZANO. Associazione a delinquere finalizzata al bracconaggio nel Parco regionale Sirente Velino. Con questa accusa il gup del tribunale di Avezzano ha rinviato a giudizio Giuseppe Cesarini, 60 anni, Emilio Angeloni (66), Sergio Angeloni (62), Antonio Macerola (67) e Daniel Ioan Chetan (32), tutti di Aielli.

L’udienza collegiale è stata fissata per il 13 ottobre.

Secondo le accuse del pubblico ministero Guido Cocco i cinque hanno «esercitato più volte la caccia di animali (alcuni dei quali protetti) quali lupi, cinghiali, fagiani, cervi, caprioli, coturnici, allodole cappellute, gallinelle d’acqua, picchi rossi, pernici, germani reali all’interno del perimetro del Parco regionale Sirente Velino con il ricorso a mezzi vietati (trappole e bocconi di carne avvelenata) e, in alcuni casi, persino in divieto di divieto generale».

Le indagini si riferiscono a episodi avvenuti dal gennaio 2010 all’8 settembre 2011. Emilio Angeloni è accusato anche di avere illegalmente detenuto, nonostante il divieto di revoca del porto d’armi, una serie di armi, fra le quali fucili e pistole.

Le indagini erano state portate a termine dal Corpo forestale di Avezzano. Gli agenti avevano raccolto delle segnalazioni arrivate dal mondo venatorio. In pratica, alcuni cacciatori rispettosi della legge si erano ribellati e avevano segnalato azioni illegali all’interno dell’area protetta ad opera dei cinque.

In abitazioni e garage degli imputati erano stati sequestrati dieci fucili calibro 12 a canne lisce più lunghe del normale e con visori notturni, una carabina calibro 22, un fucile a canne mozze e fucili ad aria compressa. Ma c’erano anche coltelli e una roncola. Nei congelatori dei frigoriferi anche carne di animali cacciati. Senza contare i trofei, fra cui una testa di cervo. Uno degli indagati, sempre in base a quanto era stato accertato dalla Forestale, esibiva in casa la foto di un lupo appena ucciso. I cinque indagati avrebbero agito fra Aielli, Cerchio, Ortona dei Marsi, Venere, Gioia e altri territori del Parco Sirente Velino.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Patrizia Coletta, Antonio Milo, Domenico Massaro, Franco Colucci, Domenico Sansone, Carmelo Occhiuto. (r.rs.)

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