Branchesi ai vertici dell’istituto di Astrofisica

5 Giugno 2020

La scienziata docente del Gssi è stata eletta alla presidenza del consiglio scientifico dell’Inaf

L’AQUILA. Quindici giorni fa era stata eletta nel consiglio scientifico dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). Ieri, Marica Branchesi, 43 anni, scienziata e professoressa associata di fisica astroparticellare al Gran Sasso Science Institute, ha ottenuto un nuovo riconoscimento: è stata eletta presidente del consiglio scientifico dell’Inaf, con il voto unanime del consiglio. Il compito del gruppo di lavoro, composto da sette scienziati e coordinato da Branchesi, è quello di delineare, nei prossimi quattro anni, l’attività di ricerca dell’Istituto di astrofisica, valutando scientificamente i grandi progetti nazionali a cui aderirà l’ente. Una carica che si somma al ruolo di presidente della Commissione di astrofisica delle onde gravitazionali della International astronomical union (Iau), di componente del Comitato internazionale per le onde gravitazionali, di membro della collaborazione internazionale Ligo-Virgo e della collaborazione Grawita dell’Inaf. «La fiducia e la stima che i membri del consiglio scientifico hanno espresso con il loro voto mi dà tutta l’energia per ricoprire questo ruolo con entusiasmo e impegno», ha dichiarato Branchesi. «Sarà il lavoro di un gruppo che già nelle prime riunioni si è confrontato in modo aperto ed è pronto a esprimere la propria visione dell’astrofisica, ogni volta che gli sarà richiesto». Branchesi, seppur molto giovane, ha già alle spalle una carriera brillante nel campo della scienza. Dopo il dottorato in astronomia all’Università di Bologna nel 2006, è stata ricercatrice all’Istituto di radioastronomia dell’Inaf e all’università di Urbino. Dal 2016 è al Gssi.
Il suo nome è legato, in particolare, alla prima osservazione della collisione di due stelle di neutroni, che ha segnato la nascita dell’astronomia multi-messaggera. Si è trattato, infatti, del primo evento cosmico che gli astronomi sono riusciti a “osservare” attraverso un doppio segnale: le onde gravitazionali captate dagli interferometri e la radiazione elettromagnetica ricevuta dai telescopi. A rendere ancora più rilevante la scoperta, è arrivata la prima conferma sperimentale di come gli elementi chimici pesanti, come oro e platino, siano prodotti da questi fenomeni dell’universo violento. Un momento storico di cui Branchesi è stata protagonista, coordinando la rete di osservatori grazie a un sistema di alert in tempo reale. Branchesi è stata designata, dalla collaborazione internazionale Ligo-Virgo, ad annunciare al mondo questa scoperta, il 16 ottobre 2017. Nel dicembre dello stesso anno è stata inserita nella lista dei dieci scienziati più importanti al mondo stilata, annualmente dalla rivista Nature. La rivista Time l’ha annoverata tra le 100 persone più influenti del 2018. A Branchesi sono arrivate le congratulazioni del sindaco, Pierluigi Biondi. (m.p.)
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