Bruciata l’auto di un giovane operaio

15 Ottobre 2019

Ennesimo attentato incendiario, si sospetta una ritorsione: «Mai fatto del male». L’allarme è stato lanciato da uno zio

SULMONA. Ancora un’auto in fiamme a Sulmona. A prendere fuoco, per cause molto probabilmente dolose, è stata una Ford EcoSport di proprietà di un 33enne di Sulmona. A dare l’allarme al centralino del 115 è stato lo zio che abita in un palazzo di fronte, il quale dopo aver avvertito un boato si è affacciato al balcone vedendo l’auto del nipote in fiamme. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco che in pochi secondi hanno spento l’incendio. Ma il loro intervento non è servito a salvare l’auto, con il motore totalmente divorato dal fuoco. Il rogo sarebbe partito dalla parte anteriore sinistra del mezzo e da lì si sarebbe propagato nel vano motore con estrema rapidità, non concedendo ai vigili la possibilità di limitare i danni. Al momento non si esclude alcuna pista, nemmeno quella di una possibile ritorsione. Non sono stati individuati liquidi infiammabili, ma l’ipotesi che si sia trattato di un’autocombustione è assai remota. Il rogo è divampato poco dopo le 22.30, orario in cui è stato avvertito il forte boato e l’odore acre del fumo e delle fiamme che si levava tra i palazzi di via Valle. Al momento dell’incendio il proprietario si trovava in casa con la moglie che lavora in un call center. «Lavoro con onestà e non ho fatto male a nessuno», ha spiegato il giovane ai poliziotti che stanno indagando sull’accaduto, «la mia auto ha solo un anno di vita e se avessi avuto guai con qualcuno avrei stipulato polizze assicurative per coprire atti dolosi o cose di questo genere. Un fatto inspiegabile, anche perché avvenuto in piena serata in un piazzale di un condominio molto frequentato». Si tratta dell’ennesima auto che va a fuoco a Sulmona.
Negli ultimi anni sono state una sessantina le vetture distrutte dalle fiamme in città. Molte delle quali nel triangolo tra via Avezzano, viale XXV Aprile e via Cappuccini. Statistica impietosa che fa pensare che il fenomeno sia ormai una piaga delinquenziale della città, che va assolutamente estirpata.
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