Buccirosso, il “sarto” che veste gli attori

Il regista napoletano, mattatore al Dei Marsi, si racconta senza reticenze Dai ruoli comici al cinema d’autore: «Solo il pubblico può salvare il teatro»
AVEZZANO. «Io sono il sarto e faccio vestiti su misura per ogni attore»: così Carlo Buccirosso definisce la sua opera di commediografo. Habitué di film e sceneggiati di Carlo Vanzina, nel ruolo stereotipato dell’uomo napoletano medio o piccolo-borghese, ha interpretato benissimo Cirino Pomicino ne “Il divo” di Sorrentino e l’amico di Jep Gambardella ne “La grande bellezza”. Per diversi anni è stato coprotagonista con Vincenzo Salemme in diversi spettacoli e film, insieme a Maurizio Casagrande, Nando Paone e Biagio Izzo. Buccirosso si svela prima della messa in scena di “Una famiglia... quasi perfetta!” al Teatro dei Marsi.
Come mai ha scelto come temi l’adozione e la confusione legislativa italiana?
«Il tema affrontato non è unico, la sinossi da cui traete la domanda viene presentata con largo anticipo al circuito teatrale, che già un anno prima la richiede per le programmazioni. Quando un anno fa diedi il titolo non avevo uno spettacolo già pronto, lo avevo solo pensato. Da lì a farlo ce ne vuole. Con il tempo di temi se ne sono sviluppati tanti e l’ho capito non solo scrivendolo, ma soprattutto mettendolo in scena».
Una sua opinione sul sistema di programmazioni dei teatri d’Italia?
«Vi rispondo con un esempio emblematico: due anni fa ho dato un titolo pensando di scrivere uno spettacolo, ma strada facendo il risultato fu un copione cupo, triste e non sono riuscito a scriverlo. Sono stato capace di comporre un’altra commedia di argomento diverso. Il titolo, però, non l’ho cambiato. Inoltre, ritengo che le opere teatrali basate sui classici rivestano una grande importanza per quanto riguarda la formazione culturale dei giovani, però un pubblico più adulto ha bisogno di uno spettacolo che tratti temi di attualità, celati dietro un involucro di ironia e umorismo. Negli ultimi tempi la richiesta è cambiata e con grande rammarico ho dovuto abbandonare il progetto della stagione estiva di spettacoli; mi piacerebbe però che questa opportunità di divertimento unito a spunti di riflessione possa essere accolta maggiormente in futuro».
Come definisce la gestione della recitazione sua e dei suoi attori?
«Cerco di attenermi il più possibile alla loro personalità e di attribuire il ruolo che meglio si addice loro. Nella mia compagnia non ho attori famosi, ma ottimi attori, per i quali io scrivo testi su misura. Come drammaturgo, sento il bisogno di rendere mio il personaggio, intervenendo sulla scrittura, soprattutto in ambito cinematografico con il consenso del regista. Solitamente non accetto ruoli che non mi permettano di lanciare qualche messaggio agli spettatori. Per quanto riguarda le mie commedie, il mio modo di essere è questo: andare proprio sul filo della verità, dove da un momento all’altro posso spostarmi da un lato dove faccio ridere il pubblico, oppure dall’altro dove faccio arrabbiare, commuovere o incutere paura».
Cosa pensa del teatro italiano oggi?
«C’è una crisi di drammaturgia perché purtroppo non si scrivono più testi impegnati. Il teatro si allontana dalla commedia vera. Chi è che tratta il sociale oggi? Davvero in pochi. Io scrivo di argomenti sociali che uniscono azione, divertimento, dramma, paura e commozione. Ci vorrebbe una drammaturgia innovativa che non c’è, per questo i teatri chiudono e aumenta la crisi. I teatri, poi, preferiscono puntare sui grandi nomi della recitazione per garantirsi successo facile, senza considerare troppo la valenza dei testi e dei temi trattati sul palco. Il teatro è inquinato: non conta più la qualità bensì la quantità. Solo il pubblico può cambiare le cose».
Insomma, viene fuori il profilo di una persona che pare discostarsi dalle caratteristiche dei personaggi tipici di Buccirosso: un attore che non si è presentato come personaggio, ma ha rivelato una personalità inaspettata capace sia di far ridere che di far riflettere.
Gaia De Angelis
Camilla Di Santo
Andrea Gallese
Giuliana Letta
Eleonora Procacciante
Giovanni Ridolfi
Giulia Sterpetti
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