Bufera su quei 41 incarichi a un avvocato campano

L’assessore Ridolfi accusa l’ex giunta: «Ecco tutta la verità sulle spese per i legali» Di Pangrazio: «Risparmi grazie a lui, eravamo il bancomat dei disonesti»
AVEZZANO. La campagna elettorale è finita da mesi, i velenosi strascichi no. Le spese legali del Comune tornano a far accapigliare maggioranza e opposizione.
A lanciare il sasso, alla fine di luglio, era stato l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio. Dopo settimane, l’attuale amministrazione guidata da Gabriele De Angelis presenta un dossier sulle spese sostenute dall’ex giunta. Spiccano i 41 incarichi in tre anni a un legale campano. E le 91 consulenze, dall’agosto 2014, per un importo complessivo di 69.141,35 euro.
«Nei 20 anni precedenti al nostro governo della città le questioni legali attinenti al Comune erano state affidate a un’avvocatura esterna, composta da tre avvocati, scelti discrezionalmente dalle amministrazioni», le accuse dell’ex primo cittadino Di Pangrazio, «negli anni tra il 2008 e il 2011 le spese legali del Comune hanno toccato punte vertiginose di 549.837 euro e 495.956 euro. Sin dall’inizio del mio mandato, la mia amministrazione ha tagliato della metà i costi».
Nel report presentato dall’attuale amministrazione emergono numeri differenti.
«I dati sono stati letti dall’ex sindaco pro domo sua, dimenticando di menzionare gli ulteriori costi per impegni di spesa assunti a gravare sui bilanci degli anni successivi», afferma l’assessore agli Affari legali, Fabrizio Ridolfi, «nel 2016 il totale della spesa di 246.007,35 euro. A ciò si aggiunga che, nel corso del 2017, l’amministrazione Di Pangrazio, sino a fine mandato, ha conferito incarichi per 76.571, di cui 43.860,75 impegnati sull’anno stesso».
Secondo Ridolfi «l’eredità di Di Pangrazio» in termini di costi aggiuntivi è pari a 101.372,37 sul bilancio 2017, 61.448,15 nel 2018 e 5.353,80 per il 2019.
«Quanto alle inesattezze contenute nelle dichiarazioni di luglio dell’ex sindaco in merito a quantità e costi degli incarichi conferiti a un avvocato di origini campane, ma appartenente al Foro di Avezzano», riprende Ridolfi, «i dati oggettivi illustrano come questi, in un triennio di collaborazione con l’amministrazione, abbia ricevuto in totale 41 incarichi, comportanti impegni di spesa in suo favore per complessivi 82mila 640 euro. In merito all’ultima polemica che la coalizione Di Pangrazio cerca di alimentare nel disperato tentativo di ribaltare la realtà, riguardo all’assunzione di un avvocato a tempo indeterminato e ai relativi costi, va precisato che l’importo previsto di 77.604,17 fa riferimento a un biennio di retribuzione». Per Ridolfi «tale misura, presentata strumentalmente come un aggravio di costi», in realtà mira «a conseguire il contenimento della spesa legale attraverso l’acquisizione di nuove risorse interne e la valorizzazione di quelle esistenti, con la creazione di un ufficio legale pienamente in grado di gestire le controversie», eccettuate solo quelle attinenti a materie «particolari o richiedenti competenze specifiche», per le quali si continuerà «ad attingere a professionalità qualificate, da reperire nell’elenco di professionisti esterni, anch’esso di imminente aggiornamento».
«È evidente», conclude Ridolfi, «che tali misure, contrariamente a quanto afferma l’ex sindaco, consentiranno una drastica riduzione delle spese, effetto che anzi è già atteso a brevissimo termine, a seguito del conferimento, da parte del sindaco, di procure generali agli avvocati interni affinché sin d’ora seguano diverse tipologie di contenzioso con azzeramento delle spese, comprese quelle per le cause da responsabilità civile che, dall’agosto 2014 a oggi hanno comportato il conferimento a legali esterni di ben 91 incarichi, per 69mila euro».
Ma Di Pangrazio non ci sta e rilancia. «L’attuale giunta continua a confondere i cittadini», sottolinea, «l’avvocato campano è stato scelto per evitare che il Comune continuasse a essere il bancomat dei cittadini, molti dei quali disonesti, che chiedevano risarcimenti per danni stradali. L’avvocato campano ha scoperto tante cose non vere e ci ha fatto risparmiare soldi». (r.rs.)
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