Buoni spesa in distribuzione a 1.051 famiglie

Il via domani negli uffici comunali di via Vezzia: ritiro su appuntamento per evitare assembramenti
AVEZZANO. Partirà domani mattina la distribuzione dei 1.051 buoni spesa per le famiglie bisognose della città. Gli uffici del Servizio sociale del Comune di Avezzano hanno deciso di organizzare la consegna dei ticket su appuntamento per evitare assembramenti e dare la possibilità ai destinatari di scegliere la fascia oraria che preferiscono, rispettando anche la privacy. Gli intestatari della richiesta, o i delegati, nei giorni scorsi hanno contattato gli uffici e fissato il giorno e l’orario per andare a ritirare i buoni. Si inizierà domani mattina alle 9 negli uffici di via Vezzia. Gli operatori del servizio sociale professionale guidati da Maria Laura Ottavi hanno allestito tre postazioni per fare in modo che siano evitate code e disagi. Nella prima giornata verranno distribuiti circa 400 ticket, i restanti saranno spalmati nei giorni successivi, sempre con le stesse modalità di consegna e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. I buoni potranno essere spesi nelle attività convenzionate con il Comune che hanno deciso di donare a ciascun utente una percentuale in più di spesa. Nei 12 esercizi individuati in città tra alimentari, farmacie parafarmacie, negozi di igiene personale e pulizia della casa, i destinatari dei buoni potranno spendere i tagliandi consegnati dal Comune, pari a 25 euro l’uno, più un 10 per cento che donerà l’attività commerciale, da spendere in beni o farmaci in base alle esigenze. Viste le numerose domande presentate, il Comune di Avezzano ha deciso di aumentare in autonomia il fondi messi a disposizione dal governo centrale per sostenere le famiglie in difficoltà. Dalla base di 199mila euro, fondi versati dallo Stato nelle casse comunali, si è deciso di arrivare a 330mila euro per riuscire a dare risposte concrete a tutte le persone che hanno presentato la domanda. Inoltre, sono stati stanziati dall’amministrazione altri 20mila euro da affidare agli enti del terzo settore per l’acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità con consegna a domicilio, 160mila per le utenze domestiche di energia elettrica, gas e acqua, 50mila per i canoni di locazione, 109mila per le utenze domestiche dei rifiuti (Tari) non pagate per gli anni 2020 e precedenti. (e.b.)
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